ANDI Veneto: dentisti a congresso sulle complicanze in odontoiatria. Interesse per il progetto ANDI Young

AndiInforma-Ce_228x148_ComitatoUn appuntamento di altissimo livello superiore per qualità scientifica a quello che ci si aspetterebbe da un evento regionale. Così il Presidente del corso di studi in odontoiatria e protesi dentaria dell’Università di Padova, Edoardo Stellini, ha definito il congresso regionale organizzato allo Sheraton hotel di Padova dal Dipartimeto Reg.le  ANDI.

Un congresso estremamente importante – ha detto Stellini – incentrato sulle complicanze in odontoiatria che ha visto la presenza di grandissimi nomi in campo nazionale ed internazionale. Un evento che travalica quelle che sono normalmente le sfere di un congresso regionale rappresentando un’offerta scientifica di altissimo livello, che conferma la nostra odontoiatria come una delle migliori al mondo”. A dare avvio ai lavori è stato il parodontologo svedese Jan Lindhe con una lectio magistralis sulla perdita ossea dentale e la perimplanite. “Il filo conduttore dell’evento – ha detto il Presidente di ANDI Veneto, Luca Dal Carloè la prevenzione, la gestione e il trattamento delle complicanze in odontoiatria. Un congresso con importanti puntualizzazioni e novità non solo per quanto riguarda la terminologia, che è fondamentale nel definire le problematiche e la risoluzione degli aspetti scientifici, ma anche il progresso che si riflette in cure migliori e in corrispettivi economici più adeguati”. La presenza ai lavori dei due direttori del corso di studi in odontoiatria degli atenei di Padova e Verona ha peraltro sottolineato l’alto coordinamento raggiunto in Veneto tra le varie anime dell’odontoiatria: ANDI, ordini e Università. Sintonia che ha trovato una chiara rappresentazione nel documento congiunto con cui il Veneto chiede che la previsione del numero chiuso negli atenei vada parametrata alla densità della popolazione. “Se a livello nazionale esiste una concertazione sul numero chiuso degli studenti di odontoiatria il Veneto ha preparato un documento di Università, Ordini e ANDI che chiede una rappresentanza più importante, proporzionale al numero di abitanti della regione. Questo testimonia l’ottima coordinazione esistente tra le varie anime dell’odontoiatria pubblica e privata nell’ambito del quale il Veneto rappresenta uno degli esperimenti meglio riusciti a livello nazionale Si tratta di difendere, in fondo, la capacità dei nostri atenei di produrre personale laureato di altissimo livello”. “Ho iniziato il mio mandato triennale a Verona qualche mese fa – ha sottolineato il Presidente del corso di studi in odontoiatria e protesi dentaria dell’Università di Verona, Massimo Albanesee abbiamo dovuto affrontare il problema del numero chiuso. Da subito ho ricevuto il supporto del Dipartimeto Reg.le ANDI Veneto: vi è la forte volontà di creare un punto di riferimento di eccellenza nella formazione universitaria in odontoiatria. Il Veneto può rappresentare la fine di quel binomio che vede università e professione incapaci di interloquire tra di loro”.

AndiInforma-Ce_228x148_GaggeroTra gli argomenti trattati molto interesse ha suscitato l’approfondimento tenuto dal Vice-Presidente Nazionale Massimo Gaggero, sul progetto “Fixo”, nato dalla collaborazione di ANDI, Università e Italia Lavoro. Progetto che prevede la possibilità, per il socio ANDI, di assumere un giovane fino a 29 anni con un contratto di lavoro non particolarmente oneroso e con un contributo erogato da parte di Italia lavoro al professionista che assume.

Ma con il Vice-Presidente Gaggero, tra gli altri coordinatore del progetto ANDI Young, si sono anche approfondite tutte le iniziative legate al progetto, comprese quelle dedicate agli under 35 anche in tema di lavoro e di subentro. Iniziative nate per dare un senso al patto generazionale da sempre uno degli obiettivi strategici di ANDI.

In particolare sono state ricordate le possibilità legate ai superminimi ed al progetto attivato da qualche tempo da ANDI Veneto.

Un’iniziativa fondamentale – ha detto il Vice-Presidente Gaggero – perché dà la possibilità ai giovani fino a 35 anni di sfruttare un regime fiscale agevolato a condizione che non superino i 15 mila euro di beni strumentali e non abbiano dipendenti”.

 

 

Pubblicato il 6 aprile 2016

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