I primi 10 anni del Progetto Odontologia Forense (Pro.O.F.) celebrato dal 3 marzo a Bergamo. Intervista a Marco Scarpelli

Proof-Bergamo-loghi228x148Dal 3 al 5 marzo a Bergamo si svolgerà il congresso dal titolo “L’odontoiatria Forense: da progetto a realtà”.

Un convegno celebrativo dei 10 anni di attività di Pro.O.F. (il Gruppo ANDI sull’odontoiatria forense) durante il quale saranno approfonditi vari temi di attualità nel campo dell’odontologia forense: da quelli assicurativi alla questione della determinazione del costo medio della prestazione.

Con il dott. Marco Scarpelli, odontologo forense, abbiamo cercato di ripercorrere i primi 10 anni di attività di Pro.O.F.

Come e perché nasce il Progetto Odontologia Forense  (Pro.O.F.), quali sono le sue finalità e quale è stata la sua attività in questi anni?

Il “Progetto” nasce nel 2006 attraverso la creazione di una Associazione, con sede presso l’Istituto di Medicina Legale di Firenze, finalizzata a raccogliere al suo interno tutti gli odontoiatri liberi professionisti formati al corso di perfezionamento/master in odontologia forense. Tale atto realizza l’esigenza di una formazione, formatasi dall’unione del gruppo universitario in odontologia forense diretto dal Professor Gian Aristide Norelli con la Professoressa Vilma Pinchi ed un gruppo proveniente dalla libera professione, sostenuto dall’attività di “odontoiatria legale” gestita da ANDI. Dall’incontro tra il nostro gruppo di liberi professionisti ANDI, motivati dalla ricerca di basi per un percorso formativo di medicina legale in ambito odontoiatrico ed una scuola universitaria, da sempre all’avanguardia nell’insegnamento della medicina legale agli odontoiatri, è nato e si è consolidato il “Progetto”, realizzando una perfetta riunione di intenti, di competenze e di obiettivi.

Le finalità sono relative all’aggiornamento continuo dei soci, condizione indispensabile per restare all’interno dell’Associazione. Si pensi che il PRoOF, in continua collaborazione  con ANDI, ha organizzato, nel decennio, ben 20 convegni, realizzando un pressoché costante “tutto esaurito”, E si pensi che, essendo obbligatoria la frequenza di almeno due corsi nel triennio, ci possiamo permettere ben 300 soci attivi!

Dalla nostra esperienza formativa comune sono nati progetti come la stesura delle tabelle di valutazione del danno biologico in odontoiatria, pubblicate per la prima volta nel 2011 ed oggi in imminente nuova e più aggiornata pubblicazione (attraverso il network di ANDI). La rilevante attività forense (ad esempio la parte relativa alla identificazione, nel vivente e nel cadavere) ha prodotto un gruppo capace di interagire con altre scuole a livello internazionale, arrivando a determinare a coronamento della qualità del lavoro svolto, nel triennio in corso ma già nel triennio precedente, la nomina della professoressa Pinchi come Presidente Internazionale dello IOFOS (International Organisation Forensic Odonto Stomatology)

Quali sono i benefici che il Pro.O.F. porta ai soci ANDI ed all’odontoiatria in generale?

La creazione di un corso di laurea specialistica in odontoiatria, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, ha determinato e favorito il crearsi di figure specialistiche di riferimento tra cui appunto il ruolo di medico legale odontoiatra o meglio odontologo forense. In questo ruolo la scuola fiorentina, sostenuta da ANDI, svolge un ruolo formativo come leader indiscusso;  gli allievi che da lì provengono sono considerati punti di riferimento, nella materia forense, per la professione

Le questioni odontoiatriche sono oggi gestite da cultori della materia “propri” e questo è un grande vantaggio perché la specializzazione è permeata di maggiore competenza. La cultura medico legale ha rappresentato per ANDI una enorme risorsa ad esempio per la gestione del comparto assicurativo (la nostra polizza convenzione in R.C. professionale, con ben 12.000 soci, è un esempio unico e largamente imitato nel panorama medico nazionale), per la creazione di codici etico/comportamentali, per lo sviluppo di una “cultura del comportamento” che sicuramente è uno dei fattori che ha favorito l’importante crescita di questa Associazione.

Più che mai, oggi, il contenzioso odontoiatrico è una spina nel fianco per i dentisti italiani. Quali sono i consigli che può dare per prevenirlo?

Sviluppare procedure di cura del paziente che non si limitino alla erogazione di buona qualità tecnica ma si allarghino ad una gestione ragionata del rapporto medico/paziente (e tra curanti). Prendersi cura del paziente significa gestire un rapporto nel quale non trascurare, ad esempio, il bisogno continuo di informazione, la necessità per il paziente di “rendersi conto” di ciò che sta accadendo, il fornire assistenza e comprensione nei momenti di crisi.

E per gestirlo?

Nel caso di errore palese non negarlo, semmai verificare con attenzione che lo stesso venga ridimensionato a ciò che è, ovvero non si cerchi di speculare contestando “tutto”. Fornire documentazione delle terapie svolte accurata, tale da permettere ai consulenti chiamati a gestire il contenzioso di conoscere gli elementi dello stesso e quindi mettere in atto le opportune difese.

A Brescia festeggerete con un convegno i 10 anni del Progetto Odontologia Forense. Quali sono i temi affrontati, cosa si aspetta dalla due giorni di lavori?

Il convegno, proprio perché celebrativo di dieci anni di attività, affronterà svariati temi di attualità nel campo dell’odontologia forense. Vi sarà una sessione dedicata all’ambito assicurativo, verranno affrontati temi come la predicibilità delle prestazioni odontoiatriche ed il riflesso medico legale di tale aspetto, la questione della determinazione del costo medio della prestazione, verranno, come anticipavo, presentate le nuove tabelle di valutazione del danno.

Il tutto sarà corollario di una tavola rotonda nella quale, al venerdì mattina, con la presenza di importanti esponenti, politici e non , della sanità italiana, tra cui il Presidente Nazionale Gianfranco Prada, si discuterà sul tema “Il nuovo assetto normativo della responsabilità sanitaria”, argomento, attualmente in discussione in parlamento, di grande attualità. Mi aspetto un ulteriore passo in avanti nel percorso di riconoscibilità del medico odontoiatra, iscritto ad ANDI,  come professionista serio, votato a proteggere il paziente, non solo nell’interesse di quest’ultimo, ma anche della professione e financo della “società civile”; per quanto mi riguarda personalmente, soprattutto nella fase di prevenzione e gestione del contenzioso. Obiettivo primario è la formazione di professionisti che abbiano basi culturali adeguate e che, dal punto di vista etico deontologico, trattino i casi con serietà e coscienza. Insomma, che, qualsiasi ruolo essi rivestano, forniscano garanzia di serietà e competenza.

Pubblicato il 24 febbraio 2016

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