5 minuti per salvare una vita

5 minuti per salvare una vitaQuesto il “titolo” di un nuovo progetto culturale che unisce l’impegno di ANDI e di Fondazione ANDI sul tema della prevenzione primaria e secondaria del carcinoma orale.
Un progetto straordinario e ambizioso, che vuole rappresentare al meglio le “buone pratiche” e la cultura della prevenzione proprie di ANDI, che da sempre vede impegnati i propri soci in azioni concrete ed esemplari. Azioni che sono espressione di un impegno organico a favore e a beneficio di tutta la società.
“Il programma di formazione – spiega Carlo Ghirlanda Segretario Culturale ANDI – è rivolto agli Odontoiatri professionisti e mira ad aggiornare le conoscenze di base in termini di prevenzione primaria e secondaria del carcinoma orale, allo scopo di avviare un processo di aggiornamento continuo dell’Odontoiatra su una patologia a incidenza epidemiologica crescente, caratterizzata da un vorticoso progresso di conoscenze scientifiche. Il programma si propone altresì di ottenere il conseguimento di uno standard comune di conoscenze riguardo la semeiologia del cavo orale e le metodologie diagnostiche in grado di consentire diagnosi precoci, con l’obiettivo di diminuire la prevalenza e conseguentemente di migliorare le curve di sopravvivenza e la qualità della vita residua dei pazienti colpiti”. È infatti un dato riconosciuto dalla letteratura internazionale che gli Odontoiatri libero professionisti, per la loro caratteristica diffusione a rete sul territorio, sono considerati l’unico concreto strumento di prevenzione primaria e secondaria del carcinoma orale.
Il corso ha la durata di tre anni e mira all’acquisizione di competenze professionali, tecniche e comportamentali, di base ed avanzate, su tematiche quali:

  • sviluppo della consapevolezza dei professionisti circa i fattori di rischio, gli stili di vita e le abitudini voluttuarie che aumentano il rischio di insorgenza del carcinoma orale;
  • educazione degli odontoiatri circa le tecniche di counseling ad hoc e tecniche di disassuefazione dal fumo;
  • miglioramento della capacità di riconoscere e quindi effettuare una diagnosi clinica corretta di lesioni e condizioni potenzialmente maligne e del carcinoma orale;
  • fornire linee-guida per la richiesta di consulenze specialistiche in campo nazionale attraverso la compilazione di richieste prestampate da inviare ai centri di riferimento.

Nel primo anno di corso (Fase I), strutturato con metodica web-based, il discente, dopo aver acquisito dimestichezza con metodiche riguardanti epidemiologia ed eziologia, fattori di rischio, linee guida internazionali di prevenzione primaria, tecniche di counselling per la dipendenza da nicotina, selezionerà, nell’ambito della popolazione odontoiatrica gestita nella propria pratica professionale, un pool di pazienti esposti a fattori di rischio (dal 30 al 50% dei soggetti esaminati) che dovrà essere sottoposto ad esame clinico ed in caso di positività ad un iter diagnostico appropriato. Il feedback da parte degli odontoiatri al centro di riferimento sarà web-based.
Nel secondo e terzo anno di corso (Fasi II e III), strutturato con metodica di didattica frontale, esercitazioni, workshop, team work, il discente acquisirà competenze specifiche riguardanti lo screening della mucosa orale, clinica del carcinoma orale (aspetti macroscopici, TNM, staging), clinica delle lesioni e condizioni potenzialmente maligne, tecniche diagnostiche (biopsia, colorazioni vitali, brushing, autofluorescenza), linee guida internazionali di prevenzione secondaria. Il discente svilupperà sensibilità clinica per un corretto esame obiettivo della mucosa orale, identificazione di eventuali lesioni meritevoli di approfondimento diagnostico, le tecniche più utili a porre diagnosi definitiva e rifinirà tali competenze partecipando attivamente, in prima persona, ad attività cliniche sotto la supervisione di esperti. Verranno ben codificate le modalità di richiesta di consulenza specialistica presso il centro di riferimento o centri regionali di competenza (referrals), determinanti per una corretta interazione tra libera professione e sanità pubblica. Il feedback da parte degli odontoiatri al centro di riferimento sarà sia web-based che di didattica frontale che di attività tutoriale sotto la guida di esperti. Nella fase III in particolare verranno affinate le competenze acquisite attraverso la formulazione di progetti di lavoro e ricerca, supervisionate e guidate dal centro di riferimento nonché di incontri di addestramento multidisciplinare sul posto di lavoro.
Volendo simulare una popolazione gestita routinariamente in 1 anno da un singolo odontoiatra pari a circa 150 pazienti, un range compreso fra 15 – 60 pazienti sarà stato esposto a fattori di rischio (identificabili in FASE I): di questi da 6 a 25 pazienti, in base ai dati epidemiologici disponibili, presenterà una lesione meritevole di approfondimento diagnostico (competenze acquisite in FASE II). Applicando questi dati ad un campione di odontoiatri pari a 1000, si può ragionevolmente stimare un numero totale annuale di circa 2500 lesioni da valutare, e di queste da 100 a 300 carcinomi. Se ciò fosse esteso a tutta la popolazione professionale esercente l’attività di Odontoiatra (circa 50.000) l’impatto, in termini di prevenzione di tale patologia, diviene estremamente
importante.

Per info numero verde ANDI: 800 911 202
Per acquistare il corso FAD: vai su www.dentistionline.it

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