Andi: i pazienti devono conoscere i prezzi delle terapie. Sbagliato escludere medici e dentisti dal ddl Job Act

“Non escludete i professionisti della salute dalla norma che consentirebbe l’introduzione di parametri per orientare i cittadini sui prezzi delle terapie, in modo da permettere di capire quali siano le prestazioni che seguono standard minimi di qualità e quali no”. A chiederlo è il presidente di ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), Gianfranco Prada, alla vigilia della discussione in commissione Lavoro al Senato del ddl As 2233 (il cosiddetto Job Act del lavoro autonomo), in cui si discuterà l’emendamento presentato dal senatore Pippo Pagano (Ap) che prevede la definizione di criteri e parametri per il calcolo dei costi delle prestazioni a carattere professionale. “Stando all’emendamento presentato – spiega Prada — il testo introdurrebbe una giusta norma che darebbe la possibilità agli Ordini di indicare, secondo criteri oggettivi, il costo delle prestazioni e gli standard minimi di qualità che essi devono rispettare. Purtroppo – continua Prada — il testo prevede questa sacrosanta forma di tutela per il cittadino ai soli Ordini sottoposti a vigilanza del ministero della Giustizia, quindi vengono esclusi di fatto gli Ordini dei professionisti della salute (medici, odontoiatri, veterinari, farmacisti), che sono sottoposti alla vigilanza del ministero della Salute. Una norma – continua il presidente di ANDI — che risulterebbe estremamente utile al paziente, oggi in balia dei messaggi pubblicitari che offrono terapie sanitarie indicando tariffe o ancora sconti su tariffari minimi, che in realtà non esistono. Come da sempre sostiene ANDI, un tariffario indicativo permetterebbe al paziente di poter meglio valutare ed anche insospettirsi di fronte a tariffe particolarmente basse. Se l’emendamento fosse applicabile anche agli iscritti agli Albi sanitari si garantirebbe una maggior tutela della salute del cittadino. L’intervento che chiediamo alla commissione – conclude Prada — è minimo, ovvero inserire tra le professioni interessate da questo emendamento anche quelle legate alla Salute. Difficile pensare che la politica voglia tutelare il cliente di uno studio legale lasciando invece in balia totale del mercato tutti i cittadini italiani che si rivolgono per le cure ad un medico o dentista privato”.

Pubblicato il 12 luglio 2016

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