Elezioni ENPAM, l’impegno di ANDI per il futuro di ognuno di noi

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Cari Colleghi,
inizio questo mio editoriale prendendo spunto dai recenti dati elaborati dal nostro Servizio Studi in merito alla tematica previdenziale. Ebbene questo argomento sembra essere quasi sconosciuto a molti di noi. Neppure i dentisti vicini all’età della pensione, gli over 65, dicono di essere al corrente degli aspetti previdenziali della propria professione. Mai rilevati prima, i dati che hanno cercato di capire il grado di conoscenza degli odontoiatri in tema di previdenza e pensioni lanciano certamente un allarme al sistema: i dentisti dichiarano di conoscere poco o molto poco (67,5%) le questioni previdenziali. Una disinformazione o disattenzione presente in tutte le fasce di età, che si ripercuote nelle scelte fatte per garantirsi un tenore di vita decoroso al termine del percorso lavorativo, visto che solo il 47,5% dei dentisti ha aderito ad un fondo pensione complementare ed il 16,5% ha riscattato gli anni di laurea ai fini pensionistici.
Eppure le proiezioni sulla durata di vita si allungano costantemente e senza una garanzia di entrate adeguate al termine della fase lavorativa quale sarà la vita di ognuno di noi?
Questo deve essere un tema basilare nei nostri pensieri quotidiani, tutti dobbiamo impegnarci per garantirci un futuro sereno.
Non voglio dilungarmi ricordando i notevoli vantaggi fiscali che possiamo sfruttare utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal nostro Ente Previdenziale per costruirci una pensione più congrua (riscatto anni di laurea, allineamento,..), che costituiscono certo uno stimolo notevole ad una maggiore informazione, ma instillare in ognuno la necessità di valutare meglio una pianificazione complessiva della propria vita.
Girando per l’Italia sento spesso lamentele e sensazioni di sfiducia verso ENPAM, sono però le percezioni che molti di noi hanno in questi anni nei confronti di qualsiasi istituzione del nostro Paese: diffidenza, incertezza sulla governance, paura degli sviluppi futuri. Per quanto riguarda ENPAM ritengo però che sarebbe deleterio rinunciare ad impegnarsi in ciò che possiamo gestire e migliorare.
Ho seguito in questi anni e in alcuni passaggi anche sollecitato, in qualità di Presidente nazionale e con il supporto del Vicepresidente Vicario Giampiero Malagnino e del Presidente CAO Giuseppe Renzo, i cambiamenti che ENPAM, con la competente Presidenza di Alberto Oliveti, ha fatto: prima la riforma del sistema degli investimenti delle risorse (che impedisce ora qualsiasi impiego in strumenti a rischio), poi la durissima riforma imposta dalla Legge Fornero (che ha portato a costruire un sistema  che garantisce il pagamento delle pensioni da parte di ENPAM per un arco temporale di almeno 50 anni), infine la riforma dello Statuto, affinché il controllo di ENPAM non sia esercitato solo dai Presidenti di Ordine ma anche da rappresenti dei contribuenti e dei Presidenti CAO.
Ma tutto ciò, mi rendo conto, non basta ancora e sono molti gli aspetti che andranno ulteriormente migliorati.
Sappiamo che è intenzione di ENPAM per il futuro, di occuparsi non solo delle pensioni ma dell’intero sistema del welfare dei medici ed odontoiatri italiani, garantendo sostegno in caso di calamità (come già è stato fatto ad esempio nei terremoti che hanno colpito vasti territori del nostro Paese) ma soprattutto in caso di infortuni e malattie.
Proprio per questo abbiamo chiamato la nostra lista, che tutti dobbiamo votare presso i nostri Ordini domenica prossima, “Lista per il Welfare dei Liberi Professionisti”. In questo specifico settore, attualmente noi odontoiatri risultiamo penalizzati rispetto agli iscritti ad altri fondi di ENPAM, dobbiamo pertanto far valere le nostre ragioni e i nostri diritti.
La posta in gioco è però più grande, come accennavo prima, la costruzione di un sistema integrato e complessivo di welfare nel quale ANDI, anche attraverso il Fondo sanitario integrativo che sta costruendo, entri ancor più direttamente con l’impegno, la preparazione e la competenza che ha sempre dimostrato nella partita generale della gestione del nostro Ente di Previdenza.
Il primo passo sta nel voto di tutti noi la prossima domenica per sostenere i nostri rappresentanti, dobbiamo tutti dimostrare che anche su questi temi fondamentali per la nostra vita privata futura, “ANDI c’è”.

Gianfranco Prada
Presidente Nazionale

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Pubblicato il 1 giugno 2015

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