Save the date 15 e 16 Settembre 2017 – Riccione

CongressoScientifico-2017-228

Mancano due mesi al più importante appuntamento culturale per ANDI del 2017. Il 15 e 16 settembre si terrà 62º Congresso Scientifico Nazionale al Palacongressi di Riccione dal titolo “Pratico & Pratica – Evidenza clinica ed evoluzione tecnologica in Odontoiatria”.

Un appuntamento importante per perfezionare le proprie competenze professionali e dare spazio alle eccellenze del panorama dentale. Due giorni di incontro e confronto su temi clinici con lo spiccato taglio “Pratico” e rivolto alla “Pratica”. Da qui nasce lo slogan utilizzato per questa edizione che vedrà la partecipazione di Relatori di altissimo livello che avranno il compito di fornire, alla luce delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali, le novità non solo nel campo del digitale ma anche delle nuove tecniche. Ma vediamo nello specifico alcuni degli argomenti che verranno trattati.

Nella giornata di venerdì 15 settembre nella sala Concordia il prof. Roberto Pistilli con la relazione “La chirurgia orale nel rispetto della anatomia” affronterà il tema della chirurgia orale che non può prescindere da una profonda conoscenza anatomica ed il cavo orale rappresenta per tutti, un distretto estremamente complesso. Quando ci troviamo nella necessità di eseguire una chirurgia ossea (estrazioni complesse – asportazione di neoformazioni cistiche- implantologia e prelievi ossei) o di asportare lesioni benigne che coinvolgono i tessuti molli del cavo orale, bisogna porre estrema attenzione a salvaguardare le strutture anatomiche (vascolari-nervose-salivari) presenti. L’autore, dopo una accurata analisi dell’anatomia del collo, del cavo orale e delle ossa mascellari (video dissezione anatomica) analizza le aree acritiche e mostra alcuni accorgimenti necessari nella tecnica chirurgica di asportazione di neoformazioni della regione del trigono retromolare, del margine linguale, del pavimento orale, dell’area di emergenza dell’arteria palatina major, del fornice gengivale e del labbro. Si farà una accurata analisi dell’anatomia del cavo orale con l’ausilio di immagini e video davvero spettacolari in 3D. Infatti i partecipanti verranno dotati di occhiali particolari così da visionare i video in tre dimensioni e vi posso garantire sarà una esperienza davvero entusiasmante.

Al pomeriggio vi sarà la relazione dal titolo “Occlusione, bruxismo, disordini temporomandibolari: dai falsi miti alle evidenze scientifiche” tenuta dal Prof. Daniele Manfredini che affronterà il tema del bruxismo come fenomeno che ha suscitato sempre maggior interesse nei vari ambiti medici. In particolare, in odontoiatria, a causa della sua possibile relazione con la sintomatologia a carico dell’articolazione temporomandibolare (ATM) e dei muscoli masticatori, e del suo possibile ruolo come fattore di rischio per le complicanze protesiche e implantoprotesiche, c’è stato un incremento delle ricerche volte a chiarire le molteplici sfaccettature di tale condizione.

In realtà, in ambito internazionale ormai da anni c’è consenso che i vari fenomeni motori che caratterizzano l’attività di bruxismo (digrignamento dei denti, serramento dei denti, mantenimento della mandibola in posizione fissa con i muscoli in tensione) e le diverse rappresentazioni in rapporto al ritmo circadiano riconoscano un’eziologia centrale e non periferica. Lo stesso vale per i disordini temporomandibolari, inquadrabili nel contesto di un modello biopsicosociale del dolore, e non certo più considerabili patologie ad origine (mal)occlusale. Per l’odontoiatra, indottrinato in passato sulla base di teorie volte a spiegare tutto attraverso la ricerca di difetti dell’occlusione dentale, la digestione di tale cambiamento di paradigma non è stata così facile. In realtà, tuttavia, si rende indispensabile un cambio di rotta in tal senso!

Infatti è possibile che in futuro, in una società sempre più carica di tensioni e visto l’aumento di individui e di categorie professionali sottoposte a forti stress psicofisici, si veda un incremento della prevalenza del bruxismo e dei disordini temporomandibolari. Ciò significa che l’odontoiatra si troverà di fronte al potenziale aumento nel numero di pazienti che presentandosi alla poltrona lamentano segni e sintomi di bruxismo. Come nel caso dei disordini temporomandibolari, non sarà quindi più possibile farsi cogliere impreparati e continuare a gestire certe situazioni fondandosi sui dogmi e sui falsi miti occlusali del passato.

In quest’ottica, il corso “Occlusione, bruxismo, disordini temporomandibolari: dai falsi miti alle evidenze scientifiche” si ripromette di presentare le attuali evidenze scientifiche in materia, facilitandone l’introduzione nella pratica clinica e la gestione del cambiamento paradigmatico dall’occlusione ai fattori psichici e centrali.

Nella giornata di venerdì 15 settembre nella sessione ANDI Young in Sala Polissena A il dott. Paolo Generali ed il dott. Pio Bertani terranno la relazione dal titolo “Endodonzia: dall’urgenza al restauro coronale” affronteranno come nella pratica odontoiatrica, è di frequente riscontro il caso di pazienti che richiedono una prestazione d’urgenza. Per un terzo della popolazione, un’urgenza rappresenta l’unico motivo ed occasione per sottoporsi ad una visita odontoiatrica. Le patologie endodontiche acute danno ragione di buona parte delle urgenze che un odontoiatra si trova a dover fronteggiare, e costituiscono un’importante sfida per il clinico, che deve porre una precisa diagnosi attraverso la raccolta dei dati anamnestici, l’esame obiettivo e gli esami strumentali, individuare il miglior trattamento possibile nelle circostanze date, proporlo chiaramente al paziente descrivendo anche eventuali alternative, ottenere un esplicito consenso ed eseguire infine la terapia odontoiatrica e prescrivere la terapia farmacologica, programmando anche il prosieguo del trattamento. L’endodonzia moderna, grazie all’evoluzione tecnologica dei materiali impiegati, consente oggi di risolvere casi di notevole complessità in tempi ragionevoli e con risparmio di energie; le tecniche ricostruttive basate sull’odontoiatria adesiva hanno grandemente ampliato le possibilità di eseguire un restauro estetico, duraturo e relativamente semplice da eseguire, seguendo protocolli consolidati che verranno descritti approfonditamente nel corso della relazione.

A seguire ci sarà il dott. Giuseppe Marchetti e la dott.ssa Patrizia Lucchi con la relazione dal titolo “Dalle tecniche dirette alle indirette: evoluzione del restauro anteriore secondo la filosofia di Style Italiano” dove affronteranno come la moderna odontoiatria conservativa fa dell’adesione un potente mezzo senza il quale le preparazioni cavitarie sarebbero molto più mutilanti per i tessuti sani. Grazie infatti ai sistemi adesivi e ai materiali estetici di ultima generazione possiamo adottare tecniche ancora più conservative rispetto al passato. La relazione si pone l’obiettivo di spiegare, secondo la filosofia di Style Italiano, anche al neofita, tecniche di ricostruzione estetiche per i settori anteriori, fattibili e ripetibili, facilmente acquisibili ed e alla portata di tutti, che si avvalgano della moderna adesione come chiave per il successo immediato e a lungo termine.

Il dott. Leonardo Bacherini con la relazione dal titolo “La riabilitazione protesica minimamente invasiva: tradizione vs. innovazione“ tratterà il tema della riabilitazione protesica di pazienti che presentano una dentatura fortemente compromessa sia dal punto di vista estetico che funzionale e spesso richiede un approccio multidisciplinare. Il raggiungimento del risultato estetico rappresenta infatti, in questi casi, una vera e propria sfida per il clinico, soprattutto quando la struttura dentale è interessata anche da fenomeni di erosione e/o abrasione. Il ruolo del protesista è fondamentale nella scelta del trattamento protesico più adatto, che deve essere il meno invasivo possibile e al contempo mirato ad ottenere un risultato estetico e funzionale ottimale nel lungo termine. Il design della preparazione riveste un ruolo fondamentale per il rispetto della struttura dentale residua e, in particolare, per il mantenimento dello smalto in superficie. Oggigiorno, in considerazione del crescente utilizzo delle tecnologie digitali, è molto importante saper scegliere il design della preparazione più adatto al fine di ottimizzare tutti gli step del workflow digitale e realizzare restauri precisi e affidabili.

Il dott. Stefano Gori con la relazione dal titolo: “La sostituzione del dente singolo in area estetica. Protocollo diagnostico, chirurgico e protesico della soluzione implantare” si affronterà il tema della sostituzione di un dente singolo anteriore che rappresenta spesso una sfida molto impegnativa. Quando la soluzione implantare è la migliore opzione possibile? Esistono fattori di rischio che sconsigliano o addirittura controindicano tale scelta terapeutica? Quale è il timing del posizionamento implantare ideale? È consigliabile inserire l’impianto immediatamente dopo l’estrazione dentale oppure è meglio attendere la guarigione dei tessuti duri e molli? Come ci comportiamo se il dente naturale è già assente al momento della determinazione del piano di trattamento? Quali solo gli errori da evitare e quali le possibili complicazioni? Abbiamo a disposizione un protocollo diagnostico, chirurgico e protesico che consenta il raggiungimento di un risultato funzionale ed estetico ottimale? Basandosi sulla evidenza scientifica e sulla pratica quotidiana il relatore risponderà a queste e a molte altre domande ed illustrerà il percorso clinico che porta al successo terapeutico.

Nella giornata di venerdì 15 settembre in un’altra sessione precongressuale in Sala Violante la relazione dal titolo “Nuovi approcci nella terapia per la parodontite e la perimplantite” le relatrici la dott.ssa Maria Gabriella Grusovin e la dott.ssa Magda Mensi tratteranno la terapia della parodontite e della periimplantite che mira a rimuovere biofilm e tartaro sopra e sottogengivale da denti e impianti con strumenti, metodiche e tecniche innovative al fine di conservare il più possibile tessuti molli e duri per garantire la guarigione ottimale che consta nel massimo guadagno di attacco clinico con il minimo di recessione e nella rimineralizzazione dei difetti ossei. Tale risultato è possibile solo se manteniamo il cemento radicolare con le sue proprietà induttive rigeneranti, se manteniamo integri i tessuti molli marginali e interprossimali per stabilizzare il coagulo e se decontaminiamo le superfici dentali esposte senza creare rigature che favoriscono la ritenzione di placca sopragengivale. Il mantenimento domiciliare inoltre deve permettere di mantenere livelli di placca sopragengivali e interprossimali minimi per garantire la stabilità dei risultati ottenuti con la terapia professionale. Durante il corso verranno affrontate perciò le basi culturali e scientifiche necessarie a comprendere il perché le polveri a bassa abrasività assumono un ruolo determinante nei protocolli di profilassi, terapia e mantenimento. Al giorno d’oggi, l’approccio al paziente con Mucosite/Perimplantite è notevolmente diverso rispetto al passato. I progressi tecnologici forniscono una gamma di opzioni per la strumentazione professionale non chirurgica e chirurgica. Si presenteranno svariate raccomandazioni cliniche formulate nell’ambito di Consensus Conferences sulla gestione paziente in trattamento implantare. Si illustreranno le alternative terapeutiche mini invasive, non chirurgiche come prima fase di trattamento delle complicanze perimplantari o come unica possibile opzione, in caso di controindicazioni all’intervento chirurgico e come ausilio nell’approccio chirurgico.

A seguire il dott. Francesco Cairo terrà la relazione dal titolo “La moderna chirurgia parodontale: dalla qualità e sicurezza del trattamento alla prevedibilità dei risultati clinici” dove si affronterà il tema della terapia parodontale che ha come obbiettivo centrale il mantenimento della salute parodontale nel lungo termine e la corretta integrazione degli impianti dentali nei casi con necessità protesiche. Negli ultimi anni la ricerca clinica in parodontologia ha dimostrata un’alta efficacia clinica delle procedure chirurgiche finalizzate alla ricostruzione dei tessuti duri e molli su denti e impianti.

Lo scopo della relazione, supportata da video chirurgici al microscopio operatore, è di identificare le indicazioni e l’efficacia della più comuni procedure chirurgiche ricostruttive finalizzate al ripristino della salute parodontale.

Nella giornata di venerdì 15 settembre in un’altra delle sessioni precongressuali in Sala Costanza il dott. Fabio Cosimi terrà un corso teorico – pratico dal titolo “Il restauro del sorriso” dove il relatore ha l’obiettivo di porre i partecipanti nella condizione di poter attuare, nella propria pratica clinica, le tecniche protesiche più moderne, sia su impianti che su denti naturali.

Tramite lo studio e la valutazione dei materiali di ultima generazione saranno in grado anche di poter scegliere quello più adatto per una corretta gestione del caso. I numerosi casi clinici documentati di cui verranno discussi i vari aspetti e le scelte effettuate, permetteranno ai partecipanti di avere una ampia panoramica su come risolvere le problematiche cliniche quotidiane con la massima soddisfazione per i pazienti e per il clinico. Le sessioni pratiche si svolgeranno su modelli di arcata sotto il diretto controllo del relatore e permetteranno quindi di poter verificare i passaggi tecnici acquisiti durante il corso.

A seguire il prof. Antonio Pelliccia terrà la relazione dal titolo “Non immaginare il tuo futuro, programmalo. L’algoritmo per aumentare la produttività, i pazienti, la qualità della vita in studio” affronterà la situazione socio economica e culturale, l’ambiente ed il contesto che stanno modificando le attese dei pazienti. Occorre che il dentista sappia conoscere ed interpretarne le esigenze. Il linguaggio e le abitudini si adattano al cambiamento. Per conquistare un nuovo paziente o mantenere i pazienti attuali oggi è fondamentale che il dentista libero professionista sia preparato a competere in questo scenario di mercato, dove la scelta da parte dei pazienti l in modo maggiormente informativo, valutativo, consapevole e proprio per questo non basta più solo “saper fare” ma occorre “saper comunicare” e “saper gestire e pianificare”. Il programma affronta gli argomenti con alto valore scientifico e non riporta l’esperienza di un singolo dentista, ma le azioni e le reazioni che sono alla base della conoscenza competente, anteponendo alle teorie del “secondo me”, la misurabilità degli obiettivi reali. Quale prezzo di vendita dei servizi e delle prestazioni? Come calcolare acconti dei pazienti, i preventivi ed il rischio di impresa? Come funziona il Marketing? Che differenza c’è tra Marketing e Pubblicità? Quali opportunità reali di crescita del successo professionale? Come viene percepita realmente dai pazienti la pubblicità? Come si formano i processi decisionali dei consumatori? Perché è anche il Team dello studio che deve interessarsi del Marketing? Quali azioni di Marketing sono adatte, etiche e soprattutto misurabili per lo Studio dentistico? Come aumentare le competenze del Team? Quali metodologie operative per migliorare la comunicazione interna allo studio e la Qualità dell’Ambiente di lavoro? Sono solo alcune delle domande che il corso affronta e alle quali il relatore risponde, considerando analisi e studi autorevoli, nazionali ed internazionali, valutando il profilo delle analisi economiche e del gradimento dei pazienti nella professione odontoiatrica.

A conclusione della sessione il dott. Roberto Favero terrà un corso teorico-pratico di fotografia digitale in odontoiatria dove si verrà trattato il tema del digitale alla luce delle nuove tecniche in fotografia. Infatti la fotografia in odontoiatria rappresenta uno strumento indispensabile come lo sono la radiografia, la risonanza magnetica o altri tipi di indagini comunemente usate nella pratica medica. L’uso del digitale oggigiorno ha reso più semplice fotografare. I numerosi automatismi di cui sono dotate le moderne fotocamere, il fatto di non dovere sostituire la pellicola e di poter vedere nell’immediato l’immagine appena ripresa hanno contribuito ad una notevole diffusione della fotografia e di ciò ne ha beneficiato anche l’odontoiatria. Nonostante ciò, molti sono ancora restii ad introdurre la documentazione fotografia nella loro pratica quotidiana per una serie di motivazioni tra cui il timore di non saper utilizzare la fotocamera, il dover sostenere costi per l’attrezzatura ed il cruccio di perdere tempo. L’incontro sarà rivolto sia ai professionisti che si avvicinano a questa materia per la prima volta, sia a chi vuole approfondire questo argomento e ha bisogno di semplici linee guida che gli consentano di intraprendere la fotografia odontoiatrica come una pratica quotidiana interessante e gradevole con procedure standardizzate e risultati predicibili.

La Fondazione ANDI Onlus nella giornata di venerdì 15 settembre terrà nella Sala Polissena B una sessione dal titolo “Problematiche multidisciplinari del distretto dento-facciale: apnee ostruttive e tumori del cavo orale. Prevenzione e comunicazione al cittadino”. Il tumore del cavo orale e apnee ostruttive del sonno sono le due patologie su cui la Fondazione ANDI, e i componenti del suo CDA, ha scelto di impegnarsi per dare il proprio contributo nel sensibilizzare i cittadini sulle possibili problematiche legate al distretto dento-facciale e sulle modalità per prevenirle e affrontarle. Lo fa da oltre dieci anni con l’Oral Cancer Day e, più recentemente, con un’ampia campagna di sensibilizzazione sui disturbi del sonno rivolta a colleghi e cittadini. A contrapporsi saranno la prof.ssa Giuseppina Campisi, patologo/medico orale, vicepresidente SIPMO; il dott. Alessandro Corrado Casu, odontoiatra, specialista in ortognatodonzia, disfunzioni temporomandibolari, dolore orofacciale, apnee del sonno e russamento; il prof. Aldo Bruno Giannì, direttore dell’Unità Operativa Complessa di chirurgia maxillo-facciale e di odontostomatologia Fondazione Ca’ Granda IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; il prof. Lorenzo Lo Muzio, patologo/medico orale, presidente SIPMO; il prof. Michele Mignogna, patologo orale, ricercatore Università degli Studi di Napoli Federico II; il prof. Claudio Vicini, otorinolaringoiatra, direttore U.O. ORL e chirurgia cervico-facciale Ospedale G.B. Morgagni – L. Pierantoni di Forlì e il prof. Carmelo Zappone, otorinolaringoiatra, presidente AIOLP. Una scelta, quella di coinvolgere specialisti diversi, connaturata proprio alla complessità di queste patologie che, più di altre, devono prevedere la multidisciplinarietà come fondamentale punto di partenza per fornire al paziente risposte efficaci e una prassi terapeutica adeguata. Se durante la giornata di lavori, in un originale innovativo format, gli specialisti saranno chiamati a rispondere tutti agli stessi quesiti medici, ciascuno esponendo il punto di vista della propria disciplina di riferimento, oggi abbiamo chiesto ad alcuni di loro quali siano invece gli obiettivi e le aspettative da un punto di vista specialistico-professionale e di comunicazione ai cittadini rispetto alle tematiche trattate nel convegno. La prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del cavo orale, primo fra tutti il carcinoma squamo-cellulare (CSC), – spiega la prof.ssa Campisi – sono di fondamentale importanza per ottimizzare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti che ne possono essere affetti. La sensibilizzazione e l’allenamento clinico degli operatori di I livello presenti sul territorio nei confronti del riconoscimento delle lesioni e dei sintomi precoci sono di fondamentale importanza per la riduzione del ritardo diagnostico. Allo stesso modo, le strategie preventive primarie devono essere attuate da tutti gli operatori sanitari e devono essere rivolte all’intera popolazione, indipendentemente dall’esposizione o meno ai fattori di rischio noti come consumo di alcol e tabacco e stili di vita predisponenti. Infine, la coordinazione multi-disciplinare del paziente è indispensabile per un approccio diagnostico e terapeutico più celere ed efficace possibile. Ben vengano quindi iniziative culturali e scientifiche, come quella di Fondazione ANDI, che in maniera innovativa, mette tutti intorno a un tavolo esperti di branche disciplinari diverse e interconnesse, ponendo a tutti noi le stesse domande al fine di chiarire diversità di opinioni e giungere a una risposta unica condivisa.

Nell’equipe multidisciplinare che si occupa di apnee ostruttive – a dirlo è il prof. Giannì –, già a partire dalla diagnosi, deve essere presente anche il chirurgo maxillo-facciale perché il trattamento chirurgico, che consiste in un avanzamento maxillo-mandibolare, è l’unico che ha la capacità di agire a vari livelli di ostruzione rivelandosi estremamente efficace per trattare e risolvere questo disturbo. L’intervento ha infatti un’altissima percentuale di successo, intorno all’85-90%, con pazienti che successivamente non hanno più apnee o ne hanno di entità molto ridotta e non sono più costretti a dipendere dalla Cpap. È inoltre giusto che i cittadini sappiano che l’intervento non è particolarmente complesso, tanto da essere considerato di routine, ma che certamente deve essere eseguito da un chirurgo maxillo-facciale specialista in chirurgia ortognatica.

Concorda il prof. Zappone: Nella gestione dei carcinomi del cavo orale l’approccio multidisciplinare è essenziale – E aggiunge: Per combattere adeguatamente questa patologia, in un bacino di 100.000 abitanti, sarebbe utile disporre di uno specialista (ORL, Odontoiatra, chirurgo maxillo-facciale) che possa effettuare le biopsie del cavo orale ed eventuale chirurgia terapeutica per i T1 e T2 del cavo orale; mentre per un bacino di 500.000 abitanti, sarebbe utile disporre di un centro di chirurgia del cavo orale, che possa trattare tutti gli stadi T1-T4 (chirurgia, RT, altro). In entrambe i casi la attesa massima dovrebbe essere di un mese e le prestazioni dovrebbero essere accreditate con il SSN.

Nella giornata del sabato 16 settembre nella sala Concordia in sessione plenaria ci saranno il prof. Marco B. Esposito con la relazione dal titoloLa riabilitazione implantare della mandibola atrofica” dove ci parlerà della riabilitazione dei pazienti edentuli con impianti dentali, nei casi più complessi dove possiamo trovarci di fronte ad importanti atrofie ossee che possono essere trattate con due strategie differenti: una più invasiva, basata sulla ricostruzione dei mascellari per posizionare impianti di almeno 10 mm di lunghezza; l’altra meno invasiva, basata sull’utilizzo di impianti corti dai 4 agli 8 mm. Si discuteranno quindi queste opzioni terapeutiche per la terapia della mandibola atrofica nell’ottica dell’evidenza scientifica disponibile con particolare attenzione ai vantaggi e agli svantaggi delle tecniche descritte.

il prof. Giano Ricci con la relazione dal titolo “Il Trattamento multidisciplinare per un risultato terapeutico ottimale” alla luce della richiesta sempre più pressante di risultati funzionali ed estetici ottimali si richiede un forte impegno quotidiano da parte dell’odontoiatra che difficilmente può raggiungere questo traguardo senza l’aiuto di un team specialistico che comprenda parodontologo, endodontista, ortodontista, protesista e odontotecnico. quindi verrà discusso come formulare un’appropriata diagnosi funzionale ed estetica avvalendosi delle tecniche più sofisticate ed innovative e verrà presentato il protocollo operativo che consente di impostare un corretto trattamento dal caso più semplice a quello più complesso.

Il dott. Fabio Gorni con la relazione dal titolo “Endodonzia: semplificare è possibile, semplificare è opportuno” porrà ampio risalto alle moderne tecniche di sagomatura e otturazione del canale nelle quali la componente merceologica svolge oggi un ruolo molto importante nel determinare il successo finale del trattamento. Verranno quindi analizzati i rapporti tra tecniche di sagomatura e sequenze di strumentazione oltre ad un’analisi dello strumentario in NiTi disponibile sul mercato, il tutto seguendo un’ottica clinico pratica strettamente legata alla quotidianità dello studio.

Il prof. Angelo Putignano con la relazione dal titolo “Semplificare per un’odontoiatria di qualità” parlerà di come l’odierna odontoiatria si avvale ancora di tecniche nate per vecchi materiali con tempi lunghi e risultati a volte non soddisfacenti. La moderna odontoiatria adesiva ha rivoluzionato i canoni della restaurativa  che si pone come alternativa alla tradizionale odontoiatria protesica con restauri che rispettano i tessuti dentali e lasciando possibilità di poter reintervenire senza compromettere l’elemento stesso. Tuttavia anche in questo ambito le tecniche proposte sono  a volte difficili da ripetere e il risultato finale non rispetta lo sforzo profuso. Nuovi materiali e nuove tecniche oggi ci permettono di ridurre i tempi, standardizzare l’operatività e aumentare la qualità dei restauri che si tradurrà in una maggiore longevità con soddisfazione da parte dell’operatore e dei nostri pazienti , unico e vero obiettivo della terapia.

Concluderà la sessione plenaria del sabato il dott. Mauro Fradeani che terrà la sua relazione dal titolo “La rivoluzione protesica” dove illustrerà alcuni requisiti per raggiungere un risultato estetico piacevole, funzionale e duraturo: il piano di trattamento, la collaborazione interdisciplinare, la conoscenza dei materiali restaurativi e delle nuove procedure protesiche minimamente invasive.

Alcune applicazioni multimediali facilitano notevolmente il lavoro del clinico guidandolo, attraverso un percorso digitale, nella formulazione di un corretto piano di trattamento estetico-funzionale della riabilitazione protesica. Il ricorso a tecniche minimamente invasive (MIPP) permettono oggigiorno di combinare estetica, funzione e minima invasività dei restauri parziali e/o totali, consentendo il mantenimento della vitalità e della struttura dentale ed evitando in molti casi trattamenti endodontici e chirurgici abitualmente effettuati in passato per migliorare la ritenzione dei restauri. In conclusione saranno forniti suggerimenti clinici e tecnici per il raggiungimento di un risultato protesico ottimale e duraturo.

Parte integrante del momento formativo la mostra merceologica organizzata negli spazi espositivi che consentirà un momento di confronto e di incontro con le aziende del settore che, numerose come sempre, hanno creduto nel progetto di questa importante manifestazione nazionale. Formazione merceologica che non potrà prescindere dall’evoluzione della professione verso il digitale.

A tal proposito ANDI e Carestream Dental hanno raggiunto un accordo che ha come principale obiettivo la diffusione della conoscenza dell’odontoiatria digitale al fine di elevare le capacità diagnostiche degli studi odontoiatrici italiani. È indubbio che la rivoluzione digitale sta cambiando anche la nostra professione gli studi odontoiatrici si trasformano, e la professione si evolve, adattandosi ai tempi. Anche su questo fronte la differenza la farà chi saprà aggiornarsi e capire verso quali strumenti sia necessario investire per far crescere la propria professionalità. Il corso nei due giorni del Congresso avrà lezioni frontali tenute dai massimi esperti mondiali in Digital Dentistry e con provati flussi di lavoro digitale

Venerdì 15 Settembre presso la Spiaggia Le Palme – Lungomare della Libertà, 7 (Riccione) si terrà alle ore 20.30 la Cena sociale ed a seguire serata danzante. La cena è aperta a tutti, al costo di € 70,00 (iva inclusa) da pagare direttamente in sede congressuale al momento del ritiro dell’invito.

Prenotazioni entro il 30 agosto da inviare a: e.ceola@fasiweb.com, indicando nome, cognome, nr. partecipanti, recapito cellulare e recapito email.

La prenotazione sarà ritenuta vincolante se non disdetta entro il 3 settembre. Previa disponibilità, entro le ore 12.00 del 15 settembre, sarà possibile acquistare i biglietti presso il Desk della Segreteria Congressuale.

Il congresso in termini di accreditamento ECM è stato suddiviso in due giornate e più specificamente i crediti ECM sono 2,4 crediti ECM per la giornata del 15 settembre e 2,1 crediti ECM per la giornata del 16 settembre. L’Esecutivo nazionale ANDI ha deciso di regalare, a tutti i partecipanti al congresso scientifico nazionale che saranno iscritti alle due giornate e acquisiranno i crediti ECM un corso FAD.

Riprendendo le parole del saluto del Presidente ANDI dott. Gianfranco PradaIl Congresso in definitiva rappresenta la conferma dell’impegno intrapreso da ANDI per l’aggiornamento continuo in campo odontoiatrico, ritenendolo fattore indispensabile per sostenere l’esercizio quotidiano delle attività professionali, con gli inevitabili perfezionamenti da apportare affinché tale formazione sia sempre coerente alle esigenze del professionista nell’ottica della migliore salute orale per il cittadino.

Per tutto ciò, lo slogan congressuale ‘Pratico e Pratica’ è la perfetta fotografia di ciò che un dentista consapevole applicherà per svolgere nel modo più efficace, per sé e per il paziente, la propria – la nostra – professione.”

Vi aspettiamo a Riccione.

Dott. Nicola Esposito
Segretario Nazionale

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Pubblicato il 12 luglio 2017

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