ANALISI SULL'IMPATTO DELLA LEGGE DI BILANCIO E DEI DPCM SUGLI STUDI PROFESSIONALI

ANALISI SULL'IMPATTO DELLA LEGGE DI BILANCIO E DEI DPCM SUGLI STUDI PROFESSIONALI

Il Centro Studi di ANDI Nazionale ha chiesto per il secondo anno, una collaborazione con Nomisma, rinomato istituto di ricerca economica, al fine di studiare l’impatto della recente Legge di bilancio sulla professione odontoiatrica.

Ulteriormente, il Centro Studi ha voluto costruire con Nomisma un percorso culturale utile ad approcciare la politica di bilancio e per approfondire tematiche economiche, come le recenti misure adottate dal governo.

Infatti, al principio doveva essere il ‘Decreto aprile’, da licenziare entro la metà del mese. Aprile è passato e così è diventato ‘Decreto maggio’, talmente voluminoso che si stava ragionando di ‘spacchettarlo’ in almeno due atti distinti, quando il 13 maggio il Consiglio dei ministri approvava con un ultimo sforzo il cd ‘Decreto rilancio’, entrato finalmente in vigore 6 giorni dopo come Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19“.

Il ‘Decreto rilancio’ impegna risorse pubbliche per 123,2 miliardi euro nel triennio 2020-2022, un valore che se confermato in fase di conversione in legge (come da attese), rappresenterebbe la più imponente manovra per dimensione da quella varata dal Governo Amato nel 1992, quella del famigerato prelievo forzoso dai conti correnti, che ‘cubava’ 91 mila miliardi di lire, ovvero oltre 80 miliardi di euro attuali.

Il maggiore impegno è dedicato al 2020, con 56,7 miliardi dedicate a misure da implementare in corso d’anno. Il Decreto rilancio, dopo le incertezze e i cambi di direzione viste nei precedenti decreti, fa chiarezza sul fatto che lo Stato non destina risorse ai dentisti e più in generale per i professionisti con Cassa di previdenza autonoma. Chi lavora in forma autonoma è escluso dal diritto a percepire il nuovo contributo a fondo perduto. L’esclusione è oggettiva e quindi non più possibilità condizionata alla circostanza di avere diritto o meno di percepire l’indennità di 600 euro prevista dal ‘Decreto Cura Italia’ (DL n. 18/2020, articolo 44).

Per approfondire meglio questo tema, scaricare la sesta pubblicazione.

Scarica la prima pubblicazione, “La sanità in manovra di bilancio 2020-2022: i numeri

Scarica la seconda pubblicazione, “Una manovra poco discontinua

Scarica la terza pubblicazione, “Il deficit non ci salverà

Scarica la quarta pubblicazione, “In guerra con le mani legate: affrontiamo la più grande crisi del dopoguerra zavorrati dai bonus

Scarica la quinta pubblicazione, “Covid-19: si salvi chi può

Scarica la sesta pubblicazione, “Un rilancio tutto da dimostrare”

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