ANDI Roma intervista sulle prossime elezioni all’OMCeO Roma a Brunello Pollifrone, Presidente CAO Roma e Tesoriere ANDI Roma

ANDI Roma intervista sulle prossime elezioni all’OMCeO Roma a Brunello Pollifrone, Presidente CAO Roma e Tesoriere ANDI Roma
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Dott. Pollifrone che importanza assumono, in questo delicato momento storico, le prossime elezioni CAO Roma?

Quest’ultimo anno è stato molto complicato per tutti noi. Le elezioni arrivano in un momento di grande incertezza, a causa della continua crescita della curva dei contagi da COVID-19. Nei primi mesi dell’anno, come CAO Roma, insieme a tutto l’Ordine, la CAO Nazionale e molti altri Ordini d’Italia e Associazioni di categoria, ci siamo subito attivati, per dare il massimo sostegno possibile ai colleghi e definire i necessari protocolli di limitazione del contagio e per poter far lavorare i nostri studi nella massima sicurezza, sia per gli operatori che per i pazienti. Fortunatamente l’Odontoiatria romana arriva unita come non mai a questo appuntamento elettorale. Si tratta di elezioni “nuove” sotto tanti punti di vista. Nuove sono le regole elettorali (introdotte dalla Legge Lorenzin di riforma degli Ordini professionali), nuova è la composizione della Commissione Albo Odontoiatri, che diventa di 9 membri (prima erano cinque), nuova è la durata del mandato (quattro anni e non più tre). Sono, pertanto, tantissime le motivazioni che ci spingono ad impegnarci con rinnovata fiducia, per dare seguito a quanto fatto negli anni precedenti.

Come descriverebbe, pertanto, lo stato di salute dell’Odontoiatria a Roma?

Di cose da fare per la nostra professione ce ne sono ancora tante, ma sono molto soddisfatto per il lavoro svolto in questi anni, i cui risultati sono, fortunatamente, tangibili nella vita quotidiana dei nostri studi. Si pensi alla semplificazione burocratica per l’apertura di uno studio professionale, ai risultati ottenuti nei contenziosi con l’AMA per il pagamento ridotto della tassa sui rifiuti, al freno alla deregolamentazione sulla pubblicità sanitaria.  In un momento storico in cui bisogna ritrovare nuova fiducia, dobbiamo, però, fare ancora di più per la nostra professione.  Penso, ad esempio, alla proposta di un aumento della detrazione fiscale sulle spese per le cure odontoiatriche, oppure alla sanità integrativa, con l’obbligo di garantire la libera scelta dell’Odontoiatra curante, riducendo l’abuso di presenza dei provider di servizi e delle tariffe imposte per le prestazioni. La definizione del nuovo nomenclatore odontoiatrico è, infine, un passaggio obbligato a seguito dell’abrogazione delle tariffe (minime e massime), come linea guida nell’ambito dell’attività odontoiatrica. 

Quali sono le criticità della categoria, che cosa chiedono a gran voce gli Odontoiatri?

Un rapporto paritario con i Medici. La piena e completa attuazione della legge Lorenzin di riforma degli Ordini passa anche e soprattutto da un reciproco riconoscimento delle professioni e delle competenze. Con i Medici abbiamo una casa comune, ma è necessario definire regole organizzative, gestionali e di rispetto dei ruoli, sia a livello nazionale che provinciale. Un esempio recente è il dibattito esploso sull’esecuzione di tamponi nasofaringei da parte degli Odontoiatri. 

Sull’argomento vorrei chiarire che non esistono motivi ostativi all’esecuzione di tamponi antigenici rapidi, effettuati con la stessa modalità del tampone nasofaringeo classico, da parte degli Odontoiatri. A differenza del tampone molecolare, di competenza esclusiva dei laboratori di analisi altamente specializzati, l’effettuazione dei tamponi nasofaringei rapidi non prevede requisiti minimi ulteriori rispetto a quelli già presenti negli studi odontoiatrici. Noi Odontoiatri vogliamo e dobbiamo fare la nostra parte in questo momento di difficoltà per l’intero Paese, proponendo, ad esempio, il tampone rapido su base volontaria, ai pazienti dello studio esclusivamente come attività strumentale (complementare) a quella odontoiatrica.

ANDI Roma