Cambia la rappresentatività del Piemonte nell'Esecutivo nazionale ANDI

Cambia la rappresentatività del Piemonte nell'Esecutivo nazionale ANDI
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Dalla newsletter ANDI Cuneo l’intervista con il nuovo Segretario nazionale ANDI, Angela Rovera.

Il Direttivo nazionale è stato profondamente rinnovato con cinque nuove cariche su nove. Il Piemonte lascia la figura del Segretario culturale ricoperta dal dott. Virginio Bobba, recentemente eletto alla guida di ANDI Piemonte, e mantiene la sua rappresentatività capitolina grazie alla dott.sa Angela Rovera, Segretario culturale ANDI Cuneo, nelle nuove vesti di “Segretario Nazionale” al posto della collega dott.ssa Sabrina Santaniello.

Approfittando delle ferie estive, abbiamo fatto due chiacchiere ai piedi del Monviso con la dott.ssa Angela Rovera.

1. Contenta del risultato elettorale?

Si, sono contenta in quanto giovane odontoiatra e donna. Eleggendo me si è premiato il lavoro svolto dal progetto ANDI con i Giovani, da cui provengo, e Women in Dentistry, la sezione internazionale di FDI impegnata a valorizzare le donne in odontoiatria di cui sono la rappresentante italiana. 

2. Si immaginava un simile impegno extra-clinico?

Si, conosco bene le molte realtà che fanno parte di ANDI. L’attività di ANDI si esplica in contesto nazionale nel ruolo di interlocutore privilegiato per tutti coloro che operano, direttamente o indirettamente nell’universo dentale. ANDI è il punto di riferimento per le istituzioni, il mondo dei produttori e degli utilizzatori, i media e l’opinione pubblica. L’attività di ANDI si esplica anche in contesto internazionale. Servono molto impegno e professionalità per consentire a ANDI di crescere e affiancare i dentisti italiani nell’attività quotidiana.

3. A livello provinciale i soci percepiscono il lavoro dei propri rappresentanti di zona a tratti. Ancor meno quando si parla di questioni regionali. Il nazionale è percepito poi come qualcosa di distante. Che cosa si sente di dire ai nostri soci?

Operare per la tutela dell’odontoiatria significa sia impegnarsi per difendere una categoria sia promuovere e sostenere il compito di dare risposte efficaci all’esigenza di benessere di quanti, ogni giorno, si rivolgono al dentista. In questo senso va letta l’intensa attività dell’Esecutivo Nazionale di ANDI che ha fatto guadagnare autorevolezza all’ Associazione in virtù dei valori di centralità della persona e della salute e ha saputo creare nessi, sviluppare aggregazione e proporre un modello partecipato da tutti i dentisti italiani, che hanno fatto della propria adesione alla vita dell’Associazione un irrinunciabile punto d’eccellenza sia personale che professionale.

4. Della sua esperienza in ANDI Cuneo, che cosa ha portato con sé a Roma?

In ANDI Cuneo ho accresciuto la capacità di ascolto verso gli altri e l’analisi logica delle opinioni altrui per trarre crescita anche da quelle contrastanti. Ho imparato che essere Dentista ANDI significa vivere e migliorare insieme la Professione Odontoiatrica a favore dell’assistenza odontoiatrica del cittadino-paziente.

5. Da quando è entrata in ANDI è sempre stata attenta alle tematiche rivolte ai colleghi più giovani. Quale è il suo punto di vista in proposito?

ANDI con i Giovani è una delle numerose realtà di ANDI. È costituita da giovani odontoiatri che si impegnano per sviluppare le competenze proprie e dei colleghi, creare connessioni e promuovere la professione odontoiatrica. Queste non sono solo parole: significa in concreto poter partecipare ad un ventaglio di attività scientifiche di pertinenza clinica ed extra-clinica, avere a disposizione la competenza di colleghi più esperti ed essere supportati nelle arene politiche dalla forza di ANDI per manifestare i propri bisogni. Per questo è importante far parte di ANDI.

6. Lei è l’unica “quota rosa” nel presente direttivo nazionale. La situazione era simile anche nella precedente squadra.  Un mondo ancora prevalentemente maschile?

Si comincia da una. Del resto, gli odontoiatri maschi sono in numero maggiore. Ad oggi i dati italiani aggiornati relativi all’equità di genere rivelano che meno di un terzo dei dentisti attualmente in servizio è di genere femminile; gli stessi dati sono promettenti se interpretati nel lungo periodo perché il divario di genere tra i professionisti sotto i 35 anni è ridotto, e diminuisce ancora tra gli studenti, attestandosi al 44% per quanto riguarda la presenza femminile all’interno delle nostre facoltà di Odontoiatria.

7. Dovendosi interfacciare con molti colleghi provenienti da tutta Italia, che idea si è fatta di noi dentisti nel nord-ovest?

Ad oggi ANDI accoglie più di 27.000 associati con una struttura fortemente radicata sul territorio grazie ai 21 Dipartimenti Regionali ed alle 100 Sezioni Provinciali. Ho apprezzato come i soci in ogni parte d’Italia dedicano impegno e tempo prezioso all’Associazione. La collaborazione tra i soci dei dipartimenti regionali e sezioni provinciali favorisce l’instaurarsi di legami d’amicizia sul territorio italiano facendo prevalere il senso di nazionalità. Non mancano le battute sulle peculiarità delle singole regioni, ma sappiamo che la diversità è ricchezza culturale.

L’isolamento della provincia piemontese è uno stereotipo del passato; basta pensare ai tanti imprenditori che esportano in tutto il mondo i prodotti del lavoro e dell’ingegno del Piemonte. I soci ANDI hanno un forte senso di solidarietà che si è concretizzato in aiuti verso popolazioni e territori svantaggiati come l’Ucraina e a sostegno di progetti locali come la crescita dell’Ospedale di Verduno (CN).

8. Che cosa ama della nostra meravigliosa professione e che cosa le piace meno?

Mi piace la nostra professione perché l’attività clinica consente l’instaurarsi di un profondo rapporto di fiducia e lealtà tra le persone e perché ogni giorno porta nuove competenze.  Inoltre, l’odontoiatra si occupa di educazione della popolazione alla prevenzione e questo sforzo è gratificato quotidianamente dal constatare la compliance dei pazienti.

9. Che cosa farà la dott.sa Rovera da grande?

Farò il possibile per restare giovane, nel senso di mantenere il desiderio di imparare e di crescere professionalmente e personalmente. Continuerò ad esercitare la professione clinica e a dare il mio sostegno ad ANDI mettendo a disposizione le conoscenze maturate durante la mia esperienza da Segretario nazionale.