Coronavirus, in Emilia Romagna €38m per la CigD per datori di lavoro del settore privato e autonomi

Coronavirus, in Emilia Romagna €38m per la CigD per datori di lavoro del settore privato e autonomi

Il provvedimento, primo in Italia di questo genere, è stato sottoscritto dalla Regione, Confprofessioni ER, e gli altri firmatari del Patto per il Lavoro. La Presidente Maria Pungetti:  “Importante primo passo per fronteggiare gli effetti sul sistema economico. Lavoriamo insieme alle istituzioni per definire misure più specifiche per tutti i liberi professionisti attivi sul territorio”

E’ la prima delle misure economiche attuate dalla Regione a supporto del sistema produttivo. L’accordo è stato siglato con Confprofessioni ER e le altre organizzazioni sindacali e associazioni di categoria firmatarie del Patto per il Lavoro. Il provvedimento è il primo di questo genere attuato in Italia. La cassa in deroga decorre retroattivamente dal 23 febbraio, ha la durata di un mese e possono accedervi in deroga i datori di lavoro del settore privato e le unità produttive o operative in regione.

«È un primo importante segnale, cui ne seguiranno altri, per dare risposte veloci in un momento come quello che stiamo attraversando», rivendica il governatore Stefano Bonaccini. Nei prossimi giorni, promette, «prenderemo misure sia sul versante delle famiglie che per lavoro e investimenti, oltre ad accelerare i pagamenti».

I datori di lavoro accedono alla cassa integrazione in deroga, solo se non possono fruire in concreto degli ammortizzatori ordinari (Cigo, Cigs, Fis e Fondi di solidarietà bilaterale), nonché dei diversi ammortizzatori in deroga di cui all’art 17 del D.L. n 9/ 2020, anche perché ne hanno già fruito nei limiti massimi previsti. I lavoratori beneficiari devono essere dipendenti alla data del 23 febbraio 2020. Possono accedere alla cassa integrazione in deroga anche i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che dispongono ancora di ammortizzatori “ordinari” ma che non sono in possesso dei requisiti soggettivi di accesso agli stessi, come per esempio quelli con una anzianità aziendale inferiore a 90 giorni.

Le domande, già compilate con le informazioni inserite nell’applicativo Sare, dovranno essere stampate attraverso l’apposita funzionalità, essere firmate dal legale rappresentante del datore di lavoro, in regola con la vigente normativa in materia di bollo,  e successivamente inviate via posta elettronica certificata all’indirizzo: arlavoro.servipl@postacert.regione.emilia-romagna.it

L’Agenzia inoltrerà il provvedimento di autorizzazione all’Inps.

«In una fase di grande difficoltà la Regione sta dimostrando prontezza e reattività – ha commentato la presidente di Confprofessioni ER Maria Pungetti – . E’ un primo passo importante, ma bisogna ancora lavorare per sostenere tutte le tipologie di liberi professionisti».

I datori di lavoro che non possono accedere concretamente al fondo saranno ammessi alla deroga immediatamente, in attesa del Decreto nazionale che allargherà l’accesso al Fondo di integrazione salariale (Fis), che finanzierà la deroga su tutto il territorio nazionale per ulteriori due mesi, come annunciato dal Ministro. E’ previsto in seguito un ulteriore incontro delle parti firmatarie.

Fonte: Confprofessioni – Leggi l’articolo originale