Covid, i dentisti in grande difficoltà: ignorati dalle istituzioni

Covid, i dentisti in grande difficoltà: ignorati dalle istituzioni

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L’aggettivo che usa il presidente degli Odontoiatri della provincia di Latina è uno: «Devastante». E’ l’effetto del Covid 19 tra i dentisti e gli odontoiatri. Una tra le categorie più colpite e anche esposta ai rischi del contagio. Sono stati estremamente difficili e duri questi mesi per moltissimi camici bianchi che hanno chiuso gli studi. I dentisti per deontologia sono stati invitati a fornire comunque un servizio per le urgenze. Non sono mancano le difficoltà per i camici bianchi che non possono mantenere il metro di distanza dai pazienti e spesso entrano in contatto con le vie respiratorie I dentisti non possono mantenere il metro di distanza dai pazienti e lavorano a stretto contatto con le vie respiratorie.Le conseguenze del Covid, hanno lasciato il segno e di fatto azzerato le entrate per i 600 studi sparsi da nord a sud del territorio pontino. Il dottor Luigi Stamegna, 62 anni di Itri, non usa mezzi termini per descrivere una situazione che è drammatica.

«C’è un problema grosso – spiega – ci sono colleghi che hanno l’affitto dello studio da pagare le segreterie e hanno personale in cassa integrazione, praticamente è una situazione che riguarda tutti. E’ tutto l’indotto che è in grande sofferenza». Le conseguenze sono state moltissime. E’ tempo di ripartire e chiamare a raccolta i colleghi. Il futuro?«Dobbiamo vedere a settembre cosa succede, vorrei organizzare delle giornate di aggiornamento sulla problematica del Covid 19, in modo da iniziare a raccogliere delle idee e dei suggerimenti».

Infine una considerazione molto amara. «L’assenza totale delle istituzioni nei nostri confronti». Una situazione estrema anche per il dentista Claudio Di Viccaro di Latina. Una crisi dunque senza precedenti che ha messo in ginocchio una intera categoria. I dentisti spesso si trovano a gestire anche delle cure che hanno come conseguenza un impatto molto forte sulla salute del paziente. Gli studi sono stati i primi a fermarsi e gli ultimi a riaprire.  «Gli incassi si sono azzerati, sono state garantite le urgenze, anche se molti molti miei colleghi hanno chiuso, adesso cerchiamo di riprenderci».  Secondo il presidente nazionale dell’Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), Carlo Ghirlanda, il Coronavirus produrrà un calo del fatturato di oltre il 56%. Ritrovare il sorriso sarà difficile.

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