Dagli incontri con le maggiori associazioni dentali europee, spunti e condivisioni per politiche comuni per il futuro della professione

trilaterale228Quest’anno è stato compito dell’associazione tedesca organizzare l’incontro ‘Trilaterale’ con i colleghi francesi e con ANDI e le rispettive delegazioni si sono ritrovate venerdì 1 e sabato 2 luglio a Rottach-Egern sul Tegernsee nei pressi di Monaco di Baviera.

È stata la consueta occasione per un proficuo ed interessante scambio di opinioni scaturito dopo l’aggiornamento e l’analisi della situazione corrente sui diversi aspetti legati alla professione nei tre Paesi, che si dimostra sempre molto franco in funzione dei vari problemi sul tappeto.

Lo scopo ultimo è quello di generare sinergie che possano risultare fruttuose negli organismi professionali internazionali nei quali sono inserite le tre associazioni ma anche in rapporto alle istituzioni ‘esterne’ politiche internazionali specialmente quelle comunitarie. Infatti, il peso che le tre associazioni hanno in ambito europeo implica la ricerca di una strategia che possa rinforzare tale peso a favore di una visione della professione che sia in linea con le aspettative e con gli obiettivi che, nel caso del nostro paese, ANDI sviluppa e persegue.

Ecco quindi che questi periodici incontri segnano davvero un’utilità che va oltre la semplice conoscenza e valorizzazione del rapporto, peraltro già fortemente positivo, che le tre associazioni hanno ormai stabilito da tempo.

Un esempio di quanto sopra descritto è dato dalla discussione della politica del CED nel quadro dell’attuale situazione economica e sociale – ampiamente modificata in questi ultimi tempi – e delle ripercussioni per la cosiddetta ‘Brexit’.

esteri300Questa, infatti, come affermato da Marco Landi, Presidente CED, avrà ripercussioni nel Consiglio Europeo dei Dentisti, riferendo che in proposito il Board sta analizzando e predisponendo proprio in questi giorni, in maniera fredda ed in attesa delle decisioni che verranno prese dalla BDA, un documento di analisi di tutte le opzioni che al momento sono aperte affinché possano essere valutati tutti i parametri per una corretta discussione in funzione dell’uscita dell’Associazione britannica ovvero della sua presenza come membro osservatore o a pieno titolo. Tale analisi sarà anche di tipo finanziario data l’eventuale perdita di una considerevole quota di iscrizione in entrata.

Nella discussione ho sostenuto che si debba certamente aspettare la decisione della BDA ma che sia fondamentale che il Board CED rimanga un organismo forte e rappresentativo ad alto profilo politico. Sulla stessa linea si sono espressi anche gli altri delegati ANDI, Dott. Griffa e Dott. Cavallè.

Altro importante aspetto che il CED sta affrontando riguarda l’indipendenza e la libertà professionale come elemento ‘trasversale’ da stimolare in ogni paese dell’Unione. Per questo è stato previsto un duplice percorso parallelo: il primo sarà tracciato dal gruppo dei consulenti legali delle associazioni aderenti che lavoreranno sugli aspetti normativi che coinvolgono in questo senso la professione. Il secondo dalla Task Force del Board per il Mercato Interno che studierà il tema da punto di vista del professionista. Questa visione cruciale è condivisa dal Commissario Europeo alla Salute quale uno dei grandi problemi per la salute orale in Europa.

Anche la ERO ha svolto la prima riunione del proprio Board nel quale siede da aprile scorso il Dott. Griffa come Tesoriere. Ed è proprio per questo suo incarico che dovrà affrontare, ed avrà il sostegno delle associazioni di Francia e Germania, il nodo relativo al controllo della corretta iscrizione, secondo Statuto, da parte di tutte le associazioni europee, per arrivare in breve tempo anche a proporre una nuova forma di calcolo per la quota che le associazioni versano annualmente.

Altro tema di attualità è stata l’analisi del problema sollevato presso la Corte di Giustizia Europea dal governo maltese. La Corte sta per giudicare in merito alla competenza del Governo Maltese nel rifiuto di riconoscere la professione di Clinical Dental Technician (odontotecnico clinico) nel proprio Paese. Il Governo maltese si oppone all’accesso diretto del CDT ai pazienti poiché a Malta la professione esistente è quella dell’odontotecnico che non ha tale accesso. Per questo Malta non vuole riconoscere il CDT e un possibile primo giudizio della Corte in senso contrario costituirebbe un pericolosissimo precedente per il riconoscimento anche in altri Stati Membri.

Il giorno seguente la seduta ha visto come primo argomento i rapporti tra CED e Fedcar e tra queste e la Commissione europea. Nonostante abbiano due profili consultivi diversi – Fedcar rappresenta i Regulatory Bodies e quindi gli interessi dei governi come per il ruolo dei Chief Dental Officers mentre il CED rappresenta i dentisti – esiste il pericolo di una sovrapposizione di compiti, che potrebbe ingenerare confusione agli occhi della Commissione. Pertanto è in programma un incontro con il Presidente Fedcar per capire se quale tipo di rapporto possa essere instaurato e con quali ricadute pratiche stante, comunque, il ruolo precipuo del CED a rappresentare la professione presso gli organismi dell’Unione. Per questo motivo il CED è intenzionato a costituire un GdL con gli Ordini dato che molte Associazioni dentali europee rivestono anche il ruolo di Ordine.

A seguire altro argomento di notevole importanza è stato introdotto dai colleghi tedeschi che hanno presentato una dettagliata illustrazione della struttura, dei compiti e del funzionamento del proprio Sistema Sanitario Nazionale, con particolare riguardo all’Odontoiatria, in modo da poter capire meglio l’approccio ai vari problemi europei da parte della Germania. Si è convenuto che nelle prossime occasioni vangano presentati ed analizzati i sistemi sanitari in Italia e Francia. Dal dibattito su questo tema si è passati alla presentazione della attuale situazione nei tre Paesi ed all’impegno di organizzare il prossimo anno a Verona un Convegno dedicato proprio all’analisi comparata delle situazione professionale dei vari Paesi Europei.

Per l’Italia, mi sono poi soffermato in particolare sulle ricadute per l’odontoiatria in vista del referendum costituzionale nel prossimo ottobre. Ad esempio, le competenze a normare taluni aspetti della gestione professionale, come l’apertura dello studio, ora compito delle regioni, potranno in parte tornare al governo centrale. Ho anche accennato all’attività dell’Associazione verso le società di capitale in campo odontoiatrico, evidenziata anche a livello di informazione a pagamento sui quotidiani. L’azione di sensibilizzazione di ANDI verso i politici e i cittadini è stata tesa a far comprendere come il fine di tali società sia commerciale e non la salute dei pazienti.

“Delega si, sostituzione no”: questo è lo slogan che è stato coniato e fatto proprio in ambito degli organismi internazionali dentali quando si parla di figure ausiliarie, specialmente per gli igienisti. Tale volontà però è sempre più difficile da far accettare, considerati i molti tentativi per ampliare l’attività di queste figure che in alcuni Paesi, come l’Olanda, già sconfinano nella nostra area clinica.

In conclusione l’impegno comune di Germania, Francia e Italia per il sostegno della libera professione odontoiatrica.

 

Il Presidente Nazionale ANDI
Gianfranco Prada
firmaPrada
 

Pubblicato il 5 luglio 2016

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