Fondo ANDI Salute. In attesa delle modifiche alla normativa ANDI va avanti con gli accordi contrattuali

Siamo partiti e continueremo sulla nostra strada per convincere sempre più cittadini a farsi curare da un dentista di Rete ANDI”. Così il Presidente ANDI Gianfranco Prada a margine del Convegno “L’odontoiatria e la sanità integrativa” svoltosi giovedì 12 ottobre presso il Ministero della Salute.

Obiettivo del FAS (Fondazione ANDI Salute – Fondo di assistenza sanitaria integrativa) è quello di consentire a tutti i cittadini di usufruire dei benefici fiscali concessi dalla sanità integrativa.

I Fondi Sanitari DOC, ha spiegato la Prof.ssa Isabella Mastrobuono durante il Convegno, consentono a tutti i cittadini iscritti di ottenere prestazioni sanitarie integrative a quelle garantite dal SSN, tra cui quelle odontoiatriche, ottenendo una deducibilità fiscale fino a 3.615,20 euro anno. Quelli non DOC permettono di accedere ad una serie di prestazioni sanitarie a seconda dell’accordo stipulato con il gestore del fondo.

Una serie di modifiche alla normativa avvenute negli anni ha permesso ai fondi non DOC di svilupparsi, mentre ha reso poco “appetibili” quelli DOC.

La stortura è stata sottolineata dal Prof. Stefano Castrignanò che durante il convegno ha evidenziato che un lavoratore dipendente e i suoi familiari possono aderire ad un fondo non DOC contrattuale (compreso nel suo contratto di lavoro), ottenendo una serie di prestazioni sanitarie e relative agevolazioni fiscali, mentre i lavoratori autonomi e il resto della popolazione, per usufruire delle stesse prestazioni e vantaggi fiscali devono iscriversi ad un fondo sanitario di tipo doc e andare addirittura in una struttura accreditata.

Sono circa 20 milioni i cittadini che ad oggi aderiscono o possono aderire ai fondi non DOC.

Chi non ha un contratto di lavoro (circa 40 milioni di italiani tra cui lavoratori autonomi e disoccupati), per ottenere un vantaggio fiscale simile, deve iscriversi ad una forma di sanità integrativa pura (prevalentemente fondi DOC, ossia che operano nella sanità integrativa dove finisce la competenza del SSN).

Ma questo sulla carta, hanno spiegato gli esperti. In realtà oggi i fondi DOC presenti sul territorio italiano sono solo 8 (compreso FAS ANDI), gli altri sono più di 300.

Modifiche normative in sede amministrativa hanno di fatto creato due modelli di sanità integrativa che la norma iniziale legislativa non contemplava, ha ricordato il Prof. Sabino Cassese.

Da una parte i cittadini strutturati con contratto di lavoro che possono ottenere le agevolazioni e l’assistenza attraverso i Fondi non DOC e dall’altra tutti gli altri cittadini che potrebbero accedere ai Fondi DOC regolamentati, però, da norme che risultano inapplicabili al settore odontoiatrico.

Per quanto riguarda FAS, come per gli altri Fondi DOC, i problemi nascono sul fronte delle caratteristiche delle strutture sanitarie che possono erogare le prestazioni: per i Fondi DOC le strutture devono essere accreditate mentre per i fondi non DOC devono essere autorizzate. Questo limita l’assistenza alle sole grandi strutture sanitarie che, però, quasi mai offrono prestazioni odontoiatriche e comunque non sono presenti su tutto il territorio italiano.

Una disparità normativa nata dai successivi decreti che hanno modificato la norma istitutiva della sanità integrativa, che il Prof. Cassese ha indicato come “illegittimi” e che possono essere, quindi, impugnati oppure modificati con un atto del Ministero della Salute.

Ed è proprio verso questa soluzione che ANDI sta lavorando viste anche le aperture che lo stesso Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin ha fatto durante il Convegno.

Il nostro obiettivo è permettere al più alto numero di cittadini di continuare a rivolgersi al proprio Dentista ANDI ottenendo sgravi fiscali e senza dover scendere a compromessi sulle prestazioni ottenibili”, ribadisce il Presidente Prada.

In attesa che la situazione si sblocchi, il progetto FAS procede con l’attivazione di accordi con i datori di lavoro al fine di portare i lavoratori negli studi dei dentisti che hanno aderito alla Rete ANDI.

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Pubblicato il 18 ottobre 2017

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