Il 17 Marzo si celebra la X Giornata Mondiale del Sonno

mirenghiSleep Soundly, Nurture Life” è il claim della decima Giornata Mondiale del Sonno che si celebrerà il 17 Marzo 2017.
L’edizione 2016 ha visto la partecipazione di 72 Nazioni con 394 progetti, per l’Italia ha partecipato anche ANDI con il progetto sulle apnee ostruttive nel sonno – OSAS – portato avanti tramite Fondazione ANDI Onlus.
Secondo alcuni studi soffrono di insonnia in forma cronica almeno nove milioni di italiani (definendo cronica un’insonnia che dura da almeno tre mesi). Negli ultimi 50 anni si è registrata una riduzione media di sonno giornaliera di 1,5-2 ore ed è sempre più in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia: oltre il 45% della popolazione che soffre di insonnia acuta o transitoria. Recentemente è stato osservato che il tipo di insonnia che più facilmente tende a cronicizzare (70% dei casi) è proprio quello caratterizzato da frequenti risvegli nel corso della notte; invece, la forma in cui si tende ad assumere più frequentemente farmaci è quella “iniziale”, con difficoltà di addormentamento. Quasi il 20% della popolazione generale adulta assume almeno saltuariamente un farmaco a scopo ipnotico, mentre quasi il 10% lo assume in maniera continuativa.
La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) è il più diffuso tra i disturbi respiratori nel sonno, così come definiti dalla 2° edizione della International Classification of Sleep Disorders, interessando il 4-5% della popolazione generale adulta. Tale sindrome è caratterizzata dalla comparsa durante il sonno di episodi ripetuti di ostruzione completa (apnee) o parziale (ipopnee) delle prime vie aeree associati a fasiche cadute dell’ossiemia e a frammentazione del sonno.
La riduzione di sonno è causa di stanchezza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore.
osas1Una riduzione di sonno cronica, inoltre, contribuisce a obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione ed è tra le cause di disturbi quali infarto e ictus. Non meno gravi sono le conseguenze sociali dei disturbi del sonno, basti pensare ai colpi di sonno alla guida, sul lavoro o in ambito domestico causa spesso di incidenti mortali. Quello delle apnee notturne è un problema che riguarda anche i bambini: colpisce l’1-2% dei bambini in età scolare e può essere responsabile di deficit dello sviluppo psicofisico, difficoltà di socializzazione e di alimentazione. A differenza dell’adulto con apnee, che di giorno mostra sonnolenza, il bambino con questo disturbo di giorno può essere iperattivo, condizione che può causare deficit cognitivi e del rendimento scolastico. Nei bambini in molti casi la causa può essere l’ipertrofia tonsillare spesso associata ad anomalie cranio facciali come faccia adenoidea, mascellare superiore contratto, palato profondo, mandibola piccola e retrusa, morso incrociato, incompetenza labiale. Generalmente passano diversi anni prima di arrivare a una diagnosi di OSAS e ciò si ripercuote sui costi sanitari per alcuni miliardi di euro: a incidere massicciamente sono i costi legati al trattamento delle malattie correlate più che al trattamento specifico della patologia. Si stima che i costi sanitari relativi a diagnosi e trattamento della malattia (visite, esami diagnostici, terapie) incidano solo per il 6%, contro il 49% dei costi sanitari dovuti a un mancato riconoscimento e mancata prevenzione delle comorbilità e il 45% dei costi dovuti a sinistri stradali, sul lavoro, domestici e alla perdita di produttività.
osas2Negli ultimi anni si è riconosciuta l’importanza dell’odontoiatra a fare parte del team multidisciplinare (neurologo, pneumologo, otorino, chirurgo, dietologo ecc.) atto a fare screening e ad intervenire nelle scelte terapeutiche dell’OSAS.
Un numero sempre maggiore di studi hanno dimostrato che l’odontoiatra con l’applicazione di dispositivi intraorali OA può intervenire terapeuticamente nelle forme lievi e moderate dell’OSAS.
Le stesse Linee Guida del Ministero della Salute riportano che odontoiatra è responsabile, in maniera esclusiva, della scelta, della costruzione e della regolazione dei dispositivi intraorali, nonché della aderenza alla terapia e della gestione di eventuali effetti collaterali. Molti pazienti sono consapevoli di soffrire di alcuni dei segni tipici dell’OSAS ma non di soffrire di una vera patologia o non sanno a chi rivolgersi per diagnosticarla o curarla. Numerosi sono coloro che almeno una volta all’anno si recano nei Nostri studi per terapie o visite di controllo, da qui l’importanza dell’odontoiatra nella possibilità di intercettare tali pazienti con un adeguata anamnesi e con l’utilizzo di questionari validati per fare screening dell’OSAS. osas3Anche quest’anno ANDI, con la propria Fondazione, aderirà, il 17 Marzo, alla decima Giornata Mondiale del Sonno con un progetto di sensibilizzazione della popolazione nei riguardi dei disturbi del sonno e specificatamente dell’OSAS. Il progetto 2017 utilizzando i propri claims osas4“Allarme APNEE Notturne” e “SOS OSAS” si prefigge di raggiungere tale obiettivo non solo con una campagna informativa sui media ma anche reclutando volontari, Associati ANDI, disposti a ricevere gratuitamente nei propri studi, nella giornata del 17 Marzo, tutti coloro che vorranno avere informazione e screening di OSAS.
Sarà cura di Fondazione ANDI pubblicizzare gli studi aderenti alla campagna di informazione. Per aderire è necessario avere competenza specifica in ambito di odontoiatria del sonno: da 2 anni ANDI ha avviato un progetto di formazione che prevede sulla propria piattaforma 2 corsi FAD di approfondimento sulla OSAS. Avere concluso tali corsi è requisito per poter accedere alla campagna di screening: anche per il 2017 i 2 corsi FAD OSAS sono riproposti. Affrettatevi a completarli per essere pronti al momento del reclutamento. A coloro che aderiranno alla campagna verranno forniti strumenti informativi per la sala d’aspetto.

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Stefano Mirenghi
Vicepresidente Nazionale ANDI
firma mirenghi

Pubblicato il 25 gennaio 2017

Newsletter del 25.01.2017

 

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