Il non decidere della politica penalizza professione e pazienti

commissioni_senato228Sono di questi giorni le polemiche legate alle difficoltà che i cittadini stanno avendo nell’utilizzare il 730 precompilato, con la constatazione che non lo utilizzeranno e continueranno a presentarlo come avevano fatto negli anni precedenti attraverso i CAF. Con buona pace dei tanti dentisti hanno dovuto “fare le notti” per inviare i dati delle fatture emesse attraverso il Sistema Tessera Sanitaria per permettere ai contribuenti di ritrovare nel proprio 730 precompilato le spese sanitarie sostenute.

Sempre di queste settimane il caos creato ai dentisti e medici sul tema dello Spesometro: da una parte la Legge di Stabilità che esonera queste due categorie e dall’altra le Istituzioni, Ministero delle Finanze ed Agenzie delle Entrate, che non prendono posizione ma fomentano l’incertezza pubblicando comunicati stampa che sconfessano quando indicato dalla norma, pur non avendo alcun potere giuridico per modificarla.

Così l’incertezza avanza e chi si è attenuto a quanto indicato dalla Legge, ovvero non inviare lo Spesometro, potrebbe essere sanzionato e costretto a difendersi per dimostrare di aver seguito quanto stabilito dalla norma. Al contrario, chi non ha seguito la Legge ma un comunicato stampa (ovvero inviato lo Spesometro) non avrà sanzioni.

Questo è uno dei tanti paradossi del nostro sistema politico che invece di agevolare chi lavora e produce beni, ricchezza e posti di lavoro continua, costantemente, a vessarlo attraverso una burocrazia asfissiante e neppure chiara”, commenta il Presidente ANDI Gianfranco Prada.

Politica pronta a fare valere le proprie scelte, le imposizioni legate all’invio dei dati per il 730 precompilato ne sono una chiara conferma, ma quando c’è da decidere su questioni delicate tergiversa.

L’ennesima dimostrazione arriva dai due provvedimenti legislativi che interessano da vicino i dentisti italiani: quello sull’abusivismo odontoiatrico e quello sulle società di capitale verso i quali ANDI si è prodigata con tutti i mezzi per vederli approvati.

Stiamo parlando di due provvedimenti che interessano esclusivamente i pazienti e la tutela della loro salute”, ricorda il Presidente Prada.

Tutela della salute che non ha impedito alla Politica di affossarli alla nascita delle prime difficoltà.

Ricordiamo che il Ddl Marinello quello che dopo decenni di battaglie finalmente penalizzerebbe con pene importanti abusivi e prestanome è stato approvato dal Senato il 3 Aprile 2014 e il 17 aprile 2014 è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera per la discussione e l’invio in Aula per la sua approvazione.

In oltre due anni la Commissione lo ha esaminato, per pochi minuti, il 18 novembre 2014 ed il 15 dicembre 2015. Nel mentre ha sentito in due audizioni alcune associazioni di categoria tra le quali ANDI. Il 15 gennaio 2016 è scaduto il termine per la presentazione degli eventuali emendamenti ma la Commissione non ha più ritenuto necessario porre il provvedimento in discussione. “Non vorrei che la processione di sindacati, non solo del settore dentale, che si sono prodigati per porre alla Commissione questioni sulla materia con la scusa di volerla migliorare non abbiano avuto il solo scopo di volere affossare il provvedimento”, commenta Prada.

Situazione analoga per il Ddl Concorrenza, quello che contiene gli emendamenti proposti da ANDI in tema di società di capitale, introducendo il vincolo sui soci di solo capitale e del direttore sanitario, e sull’abusivismo odontoiatrico. Emendamenti che sono sopravvissuti alle tante epurazioni durante la discussione in Commissione che però, al momento di dire si o no, ha preferito posticiparne la discussione finale. Poi le dimissioni del Ministro Guidi hanno dato la scusa per accantonare il provvedimento fino alla nomina di un nuovo Ministro, sempre se sarà nominato, visto che l’interim è stato assunto dal Presidente del Consiglio.

La mia impressione”, continua il Presidente Prada, “è quella che appena sorgono problemi la Politica invece di superarli con il dialogo, volendo anche con il compromesso, preferisca accantonare i provvedimenti oppure, se l’iniziativa è governativa, applicare il meccanismo della fiducia per arrivare ad approvare con un atto di forza. Un non decidere che ha gravi conseguenze sull’operatività di tutti i giorni delle persone per bene e che consente, ad esempio per il caso specifico dell’abusivismo, ai disonesti (abusivi e prestanome) di continuare a farla franca ed ai cittadini di continuare ad essere truffati”.

 

Pubblicato il 27 aprile 2016

Newsletter del 27.04.2016

 

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