La copertura della responsabilità civile professionale dell’odontoiatra dopo la cessazione dell’attività

espositoLa FNOMCeO, con una circolare del novembre scorso ha sollevato il problema della responsabilità del medico o del dentista una volta terminata la propria attività professionale. Per la FNOMCeO “il problema riguarda l’inserimento di una clausola concernente l’estensione del termine della garanzia, in quanto risulta che le assicurazioni ritengano valide le richieste di risarcimento danni presentate anche dopo la cessazione dell’attività del medico (di norma entro un anno da tale cessazione) solo con la relativa cancellazione dell’assicurato dal proprio albo professionale”.
La questione, continua la nota FNOMCeO, sembra integrare una palese violazione del diritto del medico, anche in quiescenza, di mantenere, anche come titolo culturale la propria iscrizione all’Ordine Professionale. Tale iscrizione, non ha inoltre carattere di prova dello svolgimento di attività lavorativa da parte del Professionista. La disposizione contrattuale, di cui trattasi, potrebbe integrare una clausola vessatoria ai sensi degli artt. 1341-1342 del e.e. e dell’art. 33 del codice del consumo e quindi potrebbe essere considerata nulla”.

E’ facilmente intuibile quanto sia importante definire i limiti in cui il professionista è ancora responsabile e in quali casi l’estensione della copertura assicurativa sia valida. Si pensi, per esempio, che un professionista pur ritirandosi dall’attività può subire delle denunce con richieste di risarcimento relative all’attività precedente che possono essere anche di rilevante entità e, in caso di soccombenza, causare anche un notevole ridimensionamento del suo tenore di vita.

All’art. 23 della polizza della Convenzione ANDI a fronte del pagamento di una sola annualità di premio si prevede che l’assicurato continui a essere coperto anche dopo la cessazione dell’attività. Ciò vale anche per gli eredi del de cuius i quali non solo possono fruire della copertura ma nel caso possono essere loro stessi a richiederla entro 180 giorni dalla cessazione.
Siccome non sono previsti limiti di tempo la postuma è illimitata. La condizione prevista è che le eventuali denunce siano relative a fatti accaduti durante la vigenza della polizza.
Qualora poi la polizza dell’ANDI/Cattolica abbia avuto una durata di oltre dieci anni, con il pagamento di due annualità è possibile estendere la copertura anche ai periodi antecedenti all’adesione alla Convenzione. A condizione però che in tale periodo l’assicurato si sia tutelato con un’altra polizza.

Possiamo affermare che anche le clausole della postuma sono perfettamente integrate nella copertura. Esse hanno una struttura e un filo conduttore ben definito. Tutto tende a equilibrare nel modo migliore le esigenze di un target di assicurati molto specifico con le regole di una buona assicurazione. Va tenuto presente che anche queste clausole sono il frutto della cooperazione con ANDI. Tutta la Convenzione infatti è stata concepita tenendo conto dell’Associazione come elemento particolarmente qualificante per il know-how e in quanto rete.
E’ importante altresì considerare la validità e l’adeguatezza delle clausole di polizza in relazione a chi gestisce la Convenzione dal punto di vista assicurativo. La Cattolica Assicurazioni infatti si caratterizza per la competenza ed esperienza nella gestione del rischio e dei sinistri , l’affidabilità nel tempo e la security, la capacità finanziaria cioè di fare fronte ai pagamenti dei sinistri.

Vediamo ora quali sono le alternative offerte dal mercato per questo tipo di eventi prendendo come esempi paradigmatici due note compagnie, una italiana e l’altra estera. La scelta l’abbiamo fatta tenendo presente l’ottima posizione di Cattolica sul mercato, compagnia leader di rilevanza nazionale. Quindi abbiamo individuato due coperture di compagnie con caratteristiche almeno in parte paragonabili all’assicurazione veronese.

La compagnia italiana che abbiamo preso in considerazione concede la postuma con una proroga che può essere estesa con un limite massimo di dieci anni. In questo caso il premio va versato in un’unica soluzione ed è pari al 50% di una annualità moltiplicato per gli anni di estensione. Quindi vi è una differenza notevole sia come minore estensione temporale che come maggior costo.

La compagnia internazionale invece concede la postuma con il pagamento del 100% del premio annuo moltiplicato per le annualità di estensione. La retroattività poi è limitata a quella stabilita nella scheda di polizza. Anche in questo caso abbiamo dei limiti molto più stringenti e un costo molto più elevato.

Le considerazioni che scaturiscono da quanto sopra sono duplici.

La prima è che la Convenzione anche per questi casi offre una tutela notevole a fronte di un premio del tutto ragionevole. La seconda è che sul mercato le compagnie attualmente operanti nel settore che rappresentano la concorrenza non garantiscono clausole di estensione più ampie della nostra né come qualità né come premio. Al contrario la Convenzione ANDI esce vincente dal confronto.

In definitiva perciò la copertura che la Convenzione offre a questi eventi risulta importante e generosa e non teme confronti con la concorrenza rappresentata da compagnie di livello paragonabile.

 

Nicola Esposito
Segretario Nazionale
firmaEsposito

Pubblicato il 8 febbraio 2017

Newsletter del 08.02.2017

 

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