La Previdenza: serenità per un futuro non lontano

La tematica previdenza non è di facile approccio ed è spesso trascurata dalla maggior parte di noi (i recenti sondaggi del Servizio Studi ANDI ne sono testimoni).

Ricordo ancora, dopo l’iscrizione all’albo Odontoiatri e all’ordine dei medici della provincia di Foggia l’arrivo del bollettino Mav della quota A… cosa è questa quota? a cosa serve? perché?

Da qui la curiosità di informarmi, stimolato anche dalla presenza nel CdA Enpam del mio Presidente Albo Odontoiatri di Foggia dott. Pasquale Pracella. Inoltre spulciando tra i vari testi e lavori non posso non ringraziare oltre a lui, chi si è occupato in maniera rigorosa e precisa di redigere un testo sulla previdenza quali il dott. Gerardo Ghetti, il Presidente Prada e il dott. Mirenghi.

Le battaglie in ambito previdenziale e le conquiste dell’odontoiatria italiana sono state molte non a caso il primo Presidente ENPAM il Prof. Andrea Benagiano fu anche uno storico Presidente ANDI. Le battaglie che hanno permesso di far nascere la quota B di Enpam, l’inserimento a pieni titoli dei laureati in odontoiatria nell’ENPAM e l’attuale Fondo Sanità sono tutte di marchio ANDI. A dimostrazione che da tempo l’associazione si è posta il problema del welfare odontoiatrico.

Oggi possiamo permetterci di migliorare e controllare il welfare odontoiatrico grazie alla presenza nel Cda ENPAM di colleghi odontoiatri quali il Presidente Prada (primo laureato in Odontoiatria e P.d.) il dott. Giampiero Malagnino (Vicepresidente Enpam), il dott. Giuseppe Renzo (Presidente Albo Odontoiatri Nazionale) e il dott. Pasquale Pracella (Presidente Albo Odontoiatri Foggia e vicepresidente ANDI Foggia).

Una buona previdenza sta nella solidità degli enti preposti nel gestirla. La forza di Enpam sta nell’autonomia dalla politica sempre più interessata a mettere le mani sulle risorse ingenti costituite dal capitale accumulato e dai versamenti pensionistici dei medici e dei dentisti italiani.

Versare i soldi ad Enpam rappresenta non solo un risparmio fiscale ma soprattutto un vero investimento con ritorno garantito per la sicurezza del nostro futuro e quello dei nostri familiari.

Il termine Previdenza vuol dire: “L’abitudine di prendere in considerazione, prudentemente e tempestivamente, le necessità del futuro”.

Nell’ambito più tecnico per il nostro lavoro parliamo di Previdenza Sociale che è un ramo della legislazione sociale che ha come fine la tutela del lavoratore (e dei familiari a suo carico) dai rischi conseguenti alla menomazione o alla perdita della sua capacità lavorativa a causa di eventi predeterminati (naturali o connessi al lavoro prestato).

Il sistema previdenziale assolve a molteplici funzioni:

  • previdenziale pura; assicurativa; assistenziale; redistributiva.

Il sistema previdenziale italiano si fonda su due pilastri:

  • PREVIDENZA OBBLIGATORIA
  • PREVIDENZA COMPLEMENTARE O INTEGRATIVA

La previdenza sociale pur non esaurendo il quadro dello Stato sociale – il quale comprende al suo interno interventi normativi rientranti in altre branche giuridiche (diritto del lavoro, diritto sindacale, diritto amministrativo, ecc.) – ne rappresenta il nucleo originario e probabilmente l’espressione più significativa.

A tal riguardo, si distinguono generalmente due modelli di legislazione sociale:

  • il Modello Beveridgiano (di sicurezza sociale), caratterizzato dal finanziamento a carico dello Stato.
  • il Modello Bismarckiano (o previdenziale), caratterizzato dal finanziamento attraverso i singoli contributi delle imprese. Lo Stato, infatti, interviene a tutela del reddito, a garanzia del livello di vita raggiunto. Per il resto, tenendo ferma la distinzione tra assistenza e previdenza, realizza una solidarietà occupazionale secondo un principio di corrispettività.

La previdenza sociale è rimasta fortemente ancorata al secondo modello, mentre il primo più che diritti previdenziali esprime diritti sociali.

Molteplici e contrastanti fenomeni etici, economici, sociali hanno contribuito a questa profonda evoluzione e sono collegati alla questione sociale che trova le sue origini nella rivoluzione industriale che si sviluppa in Inghilterra nella metà del 1700.

In Italia la rivoluzione industriale si sviluppò in ritardo e con essa tutto ciò che ne è derivato.

In generale diverse furono le norme che si sono sviluppate negli anni:

  • istituzione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro la legge 350/1898
  • la legislazione antinfortunistica (1904)
  • la legislazione per la tutela dell’ invalidità e della vecchiaia degli operai (1907)
  • la cassa nazionale di maternità per la tutela delle donne in occasione del parto o dell’aborto. (1910)
  • l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione (1919)
  • assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi (1927)
  • l’estensione dell’assicurazione contro gli infortuni anche alle malattie professionali (1929)
  • la creazione dell’istituto nazionale fascista della previdenza sociale – INFP 1933
  • il riordinamento della legislazione in materia di assicurazione contro l’invalidità e la vecchiaia e contro la disoccupazione (1935)
  • l’istituzione dell’assicurazione contro le malattie comuni (1943)
  • la ripartizione tra datore e prestatore di lavoro dell’obbligo contributivo (art. 2115). Il principio di automaticità delle prestazione (art. 2116). Il vincolo di destinazione dei fondi speciali per la previdenza e l’assistenza dei lavoratori (art. 2117 e 2123)

La guerra e la conseguente sconfitta hanno portato grandi cambiamenti nell’organizzazione dello stato in Italia.

Gli articoli della Costituzione di fondamento del lavoro, dello Stato Sociale sono i seguenti: Art. 1, Art. 4, Art. 36, Art. 32 e Art. 38.

ENPAM

La Fondazione ENPAM è una Fondazione senza scopo di lucro e con personalità giuridica di diritto privato ed ha lo scopo di attuare la Previdenza e l’Assistenza a favore degli iscritti e dei loro familiari superstiti. L’ente fu istituito con Regio Decreto 11 luglio 1937 n. 1484 come Cassa di Assistenza del Sindacato Nazionale Fascista Medici. La Privatizzazione avvenne con il D.Lgs 30 giugno 1994 n. 509.

Le prestazioni erogate dal Fondo sono:

  • la pensione ordinaria di vecchiaia e la pensione anticipata
  • la pensione per invalidità assoluta e permanente
  • la pensione a favore dei superstiti

IL FONDO GENERALE QUOTA A

  • fino a 30 anni di età euro 212,88
  • da 30 a 35 anni di età euro 413,21
  • da 35 a 40 anni di età euro 775,42
  • da 40 fino all’età prevista nella tabella b o fino a 65 anni se si opta per il calcolo contributivo euro 1432,06
  • per i maggiori di 40 anni che optano per il contributo ridotto euro 775,42

FONDO QUOTA B

ANNO ALIQUOTA ORDINARIA PENSIONATI

2012/2014

12,5% sul reddito dichiarato nell’anno precedente

6,25%

2015

13,5% SUL REDDITO2014

6.75%

2016

14,5% SUL REDDITO 2015

7.25%

2017

15,5% SUL REDDITO 2016

7,75%

2018

16,5% SUL REDDITO 2017

8,25%

2019

17.5%SUL REDDITO 2018

8.75%

2020

18,5% SUL REDDITO 2019

9,25%

 

Sanzioni per violazione dell’obbligo contributivo

Gli inadempimenti alle prescrizioni del presente Regolamento sono disciplinati dal regolamento del regime sanzionatorio deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente, ai sensi dell’articolo 4, comma 6 bis, del D.L. 28 marzo 1997 n. 79 come convertito dalla Legge 28 maggio 1997 n. 140.

 

Dott. Michele De Vita
Consigliere ANDI Foggia

Pubblicato il 22 novembre 2017

Newsletter del 22.11.2017

 

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