Movimento 5 Stelle sulla linea di ANDI. Una interrogazione parlamentare chiede controlli più rigorosi nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici

catene228Adottare iniziative al fine di attivare controlli più rigorosi nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici ed attivare iniziative, anche di carattere normativo, per promuovere un miglioramento del mercato odontoiatrico, ormai sempre più dominato dalle società di capitali a scapito del sistema professionale che per anni ha rappresentato una garanzia per i cittadini italiani.

A chiederlo è l’On Fantinati del Movimento 5 Stelle con una interrogazione a risposta scritta ai Ministri della Salute, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle politiche Sociali.

L’onorevole pentastellato prende spunto da una notizia di cronaca che ha visto una dentista che opera in una catena odontoiatrica denunciare come nella struttura vengano utilizzati “materiale già usati” e come la stessa venisse pagata 10 euro l’ora.

Il racconto della giovane dottoressa, rileva l’onorevole Fantinati “è preciso nel descrivere il centro: una sede spaziosa, moderna e pulita. Ma vuota. Pochi clienti e pochi medici. Di quattro poltrone ne funzionava al massimo una al giorno. Ma a sorprendermi era soprattutto il continuo ricambio di personale. A fine giornata mi sono accorta che erano terminati gli strumenti per fare la detartarizzazione e ne ho chiesti di nuovi alla segretaria. Mi ha risposto che erano finiti e di disinfettare quelli già usati. Mi ero resa conto, nei quasi due mesi trascorsi al centro, che le condizioni igieniche non erano ottimali, che il personale non conosceva le procedure, la differenza fra disinfettare e sterilizzare. Ma si era superato il limite»; in attesa di essere saldata dal centro, la dottoressa ha deciso di mettere in guardia «i clienti che non sanno a quali mani si affidano» e «i colleghi freschi di laurea che vengono sfruttati»

Non è una novità che in questo settore ci siano situazioni spesso illegali scrive ai Ministri l’On. Fantinati che continua: “il 24 giugno del 2014, il quotidiano Il Fatto Quotidiano, versione on line, riportava la notizia secondo la quale la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, indagando sulla cosca Molè, avrebbe scoperto forme di riciclaggio di denaro investito, tra altre attività, anche in una clinica sanitaria odontoiatrica attraverso una grossa società nazionale operante nel settore; il 16 febbraio 2016, nell’ambito dell’indagine sulla sanità in Lombardia denominata «Smile», sono stati arrestati i vertici di un’importante società che si occupa di servizi odontoiatrici, accusati di aver corrotto funzionari ai quali erano affidate una serie di gare di appalto: le operazioni coinvolgevano anche appalti di società private accreditate con il Sistema sanitario nazionale; il 17 febbraio 2016, anche il tg satirico « Striscia la notizia» ha mandato in onda un servizio sulla chiusura, per fallimento, di alcuni centri di una grossa società nozionale che ha lasciato senza cure i clienti, i quali avevano, in parte, già pagato i trattamenti”.

“La salute –continua- è un diritto riconosciuto dalla Costituzione, negli ultimi anni, si è assistito ad una proliferazione di società che si occupano di servizi odontoiatrici, società che non sono obbligate ad avere nei loro consigli di amministrazione figure iscritte all’ordine dei medici e degli odontoiatri e che, per questa ragione, sempre più spesso perseguono politiche commerciali, legate esclusivamente ad una logica di profitto; a differenza degli studi professionali, le catene odontoiatriche hanno la possibilità di proporre attività di promozione a tariffe sottocosto, senza che l’ordine professionale possa sanzionarle”.

“Un aspetto da non sottovalutare – conclude – è rappresentato anche dai danni, diretti e indiretti, nei confronti dei professionisti che versano i contributi all’Enpam, secondo le regole e i corretti standard. L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, a più riprese e anche in sedi istituzionali, ha ribadito la necessità di nuove regole che aumentino il livello di trasparenza e professionalità del mercato odontoiatrico e norme più severe contro l’abusivismo professionale”.

Peccato, aggiungiamo noi, che quando è stato chiesto alla politica di schierarsi e tutelare i pazienti approvando gli emendamenti ANDI al Ddl Concorrenza, i parlamentari si siano schierati a favore delle Catene odontoiatriche.

Pubblicato il 20 luglio 2016

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