Striscia la Notizia presenta: il “DENTIST-ASO”

Una triste pagina di abusivismo e prestanomismo che porta discredito anche alla nostra professione ed all’azione di ANDI e CAO

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Giovedì scorso su Striscia la Notizia, un altro servizio di “malasanità odontoiatrica” che ha coinvolto un abusivo, però questa volta insieme ad un collega dentista compiacente, esercente nella provincia di Padova il quale, in modo inequivocabile, ha manifestato “in diretta” la brutta piaga del prestanomismo in favore di questo suo “socio in affari” non in possesso di laurea e di abilitazione all’esercizio professionale e quindi, appunto, abusivo.

Nel servizio trasmesso, questo intraprendente abusivo – “socio in affari” del dentista prestanome – in maglione e jeans si è inguantato ed ha iniziato ad armeggiare nella bocca della malcapitata inviata-paziente di Striscia (che coraggio, come ha detto la Hunziker!) per la valutazione di una sopravvenuta complicanza post estrattiva di un dente del giudizio (anestesia, estrazione e sutura eseguite dall’abusivo stesso, come più volte affermato dalla paziente di Striscia, Sig.ra Linda). Estrazione, evidentemente complicata, visto che l’abusivo riferisce alla paziente addirittura di “aver dovuto fresare l’osso”…” e “che non si è trattato di un’estrazione semplice”… e “che non era un dente che si tira via normalmente”!

E al suo fianco chi c’era?!

Il “dentist-aso”! In piedi, come un palo, con la cannuccia aspirasaliva in mano, che assisteva “l’operatore” abusivo mentre visitava il cavo orale della paziente consumando quindi l’abuso professionale; poi, fatto ancor più significativo, si è visto sancito l’abuso, allorquando nell’ufficio dello studio, il “dentist-aso” ha firmato la parcella sanitaria della “sua” prestazione! (parcella stampata, peraltro, dall’abusivo “socio in affari” e con la data sbagliata di un anno…).

Infine, alle incalzanti domande della paziente Linda e dell’inviato Moreno Morello di Striscia il “dentist-aso” ha tentato più volte di giustificarsi con grande imbarazzo, asserendo di aver agito sulla paziente “in coppia” (“l’ho fatto un pò io e un pò lui” e “l’abbiamo fatto in due”, risponde…), cercando in ogni modo di nascondere la sua “non operatività” durante l’intervento effettuato, invece, solamente dal suo socio abusivo, come ha affermato e sostenuto più volte la paziente di Striscia…

Al di là di ogni più ovvio negativo commento sull’accaduto e l’auspicio di una rapida presa di provvedimenti in ogni sede opportuna nei confronti dell’abusivo e del prestanome, alcune riflessioni si rendono necessarie.

Si è certi che la grande maggioranza dei colleghi eserciti in assoluto rispetto delle regole sia legali che deontologiche, ma è sufficiente anche un solo caso, tipo questo documentato da Striscia la Notizia, per screditare (“sputtanare”, sarebbe il termine più preciso) la categoria agli occhi dell’Opinione pubblica, dei Media, delle Istituzioni e quant’altro.

Queste situazioni illegali, irresponsabili, egoistiche, scriteriate e subdole che mancano di rispetto e fanno concorrenza sleale nei confronti dei colleghi corretti ed ingannano la fiducia degli ignari pazienti, vanno inoltre ad inficiare gli sforzi ed il lavoro di anni portato avanti dall’Associazione e dalla Fondazione Onlus, con le loro iniziative utili anche per la rivalutazione dell’immagine del Dentista e dell’ Odontoiatria in generale (L’Oral Cancer Day, il Mese della Prevenzione Dentale, la costante Comunicazione di ANDI Media, ecc. ecc.) nonché il lavoro della CAO con le altrettante sue iniziative tese agli stessi intendimenti a tutela del cittadino paziente.

Oltretutto, questo misero e deprecabile caso di cronaca va a cozzare con l’attuale confronto in atto nella categoria sulle Raccomandazioni Cliniche in merito alle quali si sta dissertando su obbligo di diga si/obbligo di diga no, bite-wing si/bite-wing no, sistemi ingrandenti si/sistemi ingrandenti no… nel momento in cui un “collega” iscritto ad un Albo professionale viene “beccato” mentre presta sfacciatamente la sua laurea a un abusivo per questi scempi professionali!

La serietà della professione rischia di essere buttata alle ortiche in 3 minuti e mezzo di un servizio TV, peraltro anche utile per rilevare queste situazioni illecite di abusivismo con prestanomismo, piaga prevalentemente italiana.

Per prevenire e contrastare fatti analoghi a quelli del servizio di Striscia, le CAO e l’Associazione stanno facendo tutto quanto in loro potere senza lasciare nulla di intentato, ma è anche con la collaborazione etica costante e quotidiana di ogni singolo collega, con l’educazione e la correttezza professionale che si potrà sempre più circoscrivere il fenomeno e quindi combattere, stigmatizzare e punire ogni atto illegale che possa portare danno alla salute dei pazienti ed all’immagine dell’intera categoria.

In questo periodo di grandi battaglie, sia sul fronte sindacale che sul fronte CAO, contro i numerosi attacchi che stanno pervenendo da più parti e che tentano di minare la nostra attività quotidiana, questi atti illeciti ed indegni segnalati da Striscia, diventano assolutamente controproducenti, prestano il fianco e indeboliscono le importanti azioni in atto di ANDI e CAO!

Clicca qui per vedere il servizio

 

Massimo Gaggero
Vicepresidente Nazionale
firmaGaggero

Pubblicato il 8 febbraio 2017

Newsletter del 08.02.2017

 

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