Un settembre diverso, una Professione mutata

Giusto un commento scritto a metà del mese di ottobre, per una prima valutazione dell’andamento della professione alla ripresa dal periodo feriale.
Pur senza poter generalizzare, da qualche anno, confrontandosi con i colleghi, la ripresa risulta essere molto incerta.
E dire che in un tempo recente la tendenza era quella di far coincidere settembre come l’inizio dell’anno produttivo, progettuale, considerando il Natale e il Capodanno festività ricorrenti, da consumarsi nella tradizione.
Colleghi ortodontisti mi raccontano che oramai la loro attività post vacanziera, riprende non prima di metà settembre. Le famiglie con i bimbi in cura, ritornano, svogliate, poco prima dell’inizio delle scuole.
Spesso si è ricordato che quella trascorsa, ma che in realtà stiamo ancora vivendo, non è stata solo una crisi economica, ma anche di valori e di costumi.
Certo crisi economica, crisi del potere di acquisto, non v’è dubbio e ci torneremo sopra nel prosieguo.
Ma intanto l’aeroporto di Orio al Serio con i suoi voli low cost continua a macinare incrementi incredibili di passeggeri e attraversando l’A4, OrioCenter ha raddoppiato la superficie commerciale ed è stato subito boom di visitatori.
Insomma che i costumi della gente siano cambiati, è innegabile e certamente il ridotto potere d’acquisto delle famiglie italiane ha in gran parte influenzato questa metamorfosi.
Qualche giorno or sono, in occasione del convegno organizzato da ANDI presso il Ministero della Salute sulla sanità integrativa, sono stati esposti alcuni dati elaborati dal Servizio Studi ANDI.
Se davvero il PIL deve essere considerato il parametro dell’andamento della crisi economica, dal 2007 in poi è progressivamente regredito. Solo in questi ultimi due anni la tendenza si è invertita.
Sappiamo anche dall’analisi dell’indagine congiunturale, che la Professione ha cominciato a risentire della crisi un paio di anni più tardi, a partire dal 2010.
Per noi crisi significa meno accessi dei pazienti nei nostri studi, oltre che minor disponibilità alle cure. Minor accesso perché la gente ha meno denaro in tasca e ci pensa molto bene a come spenderlo, arrivando a tralasciare di curare il proprio cavo orale.
Ma la crisi è davvero superata? In realtà le famiglie italiane non percepiscono questo miglioramento.
Nel nostro Paese la recessione è stata più intensa e duratura tanto che in Italia il PIL è ancora di circa 6 punti inferiore a quello del 2007.
Rispetto al PIL pro capite, ogni italiano deve ancora recuperare 2800 euro annui per tornare ai livelli pre-crisi.
Nel 2016 c’è stato un miglioramento, ma si tratta di poco, circa 25 euro al mese pro capite, che non cambiano certo la vita delle persone.
E questa situazione ha colpito soprattutto quel ceto medio che tradizionalmente afferisce ai nostri studi, ceto medio che rappresenta circa il 40% della popolazione.
Insomma, questo mix di situazioni ha contribuito ad una discontinuità della programmazione del nostro lavoro ed un esempio è proprio la ripresa settembrina.
Questo vale anche per altre realtà.
Oramai la presentazione di nuovi libri (a proposito, tanti complimenti alla collega Donatella di Pietrantonio, che con L’Arminuta è risultata vincitrice del premio Campiello) avviene prima delle vacanze estive e soprattutto prima del Natale. I consumi si concentrano in quei periodi, oltre che a quello dei saldi.
Che c’entra tutto ciò con la salute e la salute del cavo orale? Quella dovrebbe essere coltivata sempre e di continuo.
Con franchezza e ripensando ad un altro recente convegno quello organizzato dalla società editrice EDRA, oramai è il cittadino paziente a decidere.
Certamente il cigno nero per la Professione è stata la legge Bersani, in particolare con la liberalizzazione della pubblicità sanitaria.
Ma è altrettanto vero che un paziente realmente consapevole e non cresciuto con “l’isola dei famosi” e “ il grande fratello” non abboccherebbe a certe buffonate.
Insomma, ricordando un bell’articolo di Giuseppe De Rita dello scorso anno, “l’intenzionalità non è più un riferimento collettivo: ci si adagia, si galleggia, ma è un valore perduto“.
Forse siamo fuori dal tunnel, ma il paesaggio che ci ritroviamo in uscita, è profondamente diverso da quello cui eravamo abituati e che non vedremo più.
A noi spetta una doverosa disponibilità di adattamento per continuare a sostenere una Professione profondamente mutata.

Dott. Roberto Callioni
Responsabile Servizio Studi Nazionale

Pubblicato il 18 ottobre 2017

Newsletter del 18.10.2017

 

Servizi Online

 

Per i Soci

Assicurazioni

Scopri l'offerta assicurativa Oris Broker - Cattolica dedicata ai Soci ANDI

Corsi 81/08 e Privacy

Corsi obbligatori ai sensi del D.Lgs 81/08 Art. 37 e Art. 34

DVR Applicativo Online

Per la compilazione del Documento Valutazione Rischi

730 precompilato

Aggiornamenti e software
 
 

iDenti

App gratuita per iPhone e iPad per individuare un dentista nelle vicinanze

Il Tuo dentista informa

Non solo informazioni cliniche ma anche i consigli dei dentisti ANDI e curiosità

TV ANDI

Comunicare, intrattenere e fidelizzare i pazienti fin dalla sala d’attesa
 

In evidenza

Fondazione ANDI

Parte a Catanzaro “Adotta un sorriso di un bambino”

Presidenza

Le novità del 2017 in tema fiscale: spesometro, maxi-ammortamento ed addio Studi di settore

News Culturali

ECM: la Commissione concede proroga di un anno per raccogliere i crediti

Fondazione ANDI

Emergenza medica online con una App

Presidenza

Inserimento dei neo laureati nel mondo del lavoro. Il Collegio dei Docenti sostiene il progetto ANDI ed Italia Lavoro
 

Segui ANDI su

 
 
Aziende per ANDI. Scopri i vantaggi per i Soci