Editoriale del Presidente

È TEMPO DI SCELTE

Si sono appena conclusi gli Stati Generali della professione medica. Un percorso avviato nel 2018 dal Consiglio Nazionale FNOMCEO con l’intervento del Presidente Nazionale Dott. Filippo Anelli, che nella sua relazione affermava: “Se i medici devono prioritariamente garantire gli obiettivi di salute, devono essere messi nella condizione di poter gestire le risorse per la loro definizione e la loro realizzazione, restando medici”.  L’ammissione di uno stato di crisi a fronte del quale i medici si impegnavano alla ricerca di una strategia in grado di risolverla.


Nel documento introduttivo degli Stati Generali della professione viene sottolineato come in medicina il ruolo del medico sia passato da una fase “paternalistica”, ove tutto ruotava intorno ad esso, ad una nuova declinazione, nella quale sono presenti molteplici interessi e ruoli. Cittadini, politica, economia, gestori, le nuove professioni sanitarie, sanità integrativa e assicurazioni sono alcuni dei rappresentanti dei nuovi contesti ed interessi, ognuno fra loro distinto per diversa visione ed obiettivo, con conseguente disorientamento del medico, non preparato a tanta complessità e molteplicità di punti di vista.


Il rapporto fra medicina e medico è tuttavia così stretto che non è possibile pensare ad una crisi della professione medica senza pensare contemporaneamente ad una crisi della medicina stessa. Medico e medicina rappresentano un paradigma indissolubile: certamente.

Ma i paradigmi possono cambiare, non solamente a causa delle scoperte scientifiche, ma anche per i mutamenti sociali e culturali di una società: e la medicina è per sua vocazione al servizio della società, dei suoi bisogni, delle sue necessità. Essere oggi medici significa quindi essere non solamente espressione e funzione di ciò che si conosce ma anche riconoscere che la medicina debba agire in relazione a ciò che si aspetta la società, quindi all’uso sociale che si fa della conoscenza scientifica.  


Il documento congressuale FNOMCEO premette e ammette con chiarezza che adeguare un paradigma non sia un processo facile: è complesso nelle sue progettualità e scelte conseguenti; è difficile perché riguarda una comunità composta da decine di migliaia di individui, ognuno con le proprie storie, esperienze e convinzioni; è un processo transgenerazionale, perché richiede tempo ed integrazione fra passato, presente e futuro.

 
Nel percorso ideativo e nel dibattito che ne deriverà in seno in FNOMCEO sarà certamente presente con un proprio contributo anche ANDI: molti dei problemi della medicina sono da tempo presenti in odontoiatria, forse in modo ancora più evidente per le specifiche caratteristiche libero professionali del nostro settore, e alcune


questioni oggi affrontate dai medici sono da noi già state affrontate e anche, in tutto o in parte, risolte.  


Ma è oggettivo che anche in odontoiatria sia giunto il tempo di riflessioni e che sia anche per noi Odontoiatri il momento di affrontare senza alcun timore la discussione di come adeguare la nostra professione in una società in forte cambiamento, economicamente debole, analizzando in modo laico ed oggettivo le questioni sul tappeto per avviare un processo di ricontestualizzazione della professione e decidere, insieme, come mantenere la nostra identità di Odontoiatri nel contesto di un mondo che ci richiede nuove risposte.


E’ un onere che ci spetta, che non può essere lasciato ad alcuno se non a noi stessi: pur orgogliosi del bilancio sociale della nostra professione dobbiamo essere consapevoli e pronti a  riflettere su variabilità del modello odontoiatrico, sulla mediazione che come categoria possiamo accettare rispetto alla domanda di sostenibilità e ai nuovi temi di confronto che ci pervengono  dalla società nella quale lavoriamo e dalla politica, nonché sulle strategie da adottare e i progetti da predisporre per disegnare l’odontoiatria e sostenere l’Odontoiatra del futuro.


Saranno questi gli argomenti sui quali ci confrontiamo tutti insieme nel congresso politico nazionale ANDI, la cui fase dibattimentale impegnerà ogni livello associativo sin dall’inizio del nuovo anno per arrivare a maggio 2020 alla assemblea congressuale finale, nel corso della quale ANDI, con il pieno coinvolgimento di tutti i nostri associati, definirà la linea politica, gli interventi e le parole chiave di riferimento della associazione per il prossimo futuro.  


Nel frattempo le nostre attività di rappresentanza sindacale della categoria odontoiatrica proseguono senza soste: anche in seguito alle ripetute nostre sollecitazioni in merito alle tante criticità presenti nel DPCM istitutivo della figura dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO), e con sei mesi di anticipo rispetto ai tempi previsti, si è aperto il  tavolo di confronto su tale argomento con il Ministero della Salute e le Regioni, al quale sediamo con forte determinazione con la volontà di superare le difficoltà esistenti e sostenere lavoratori e datori di lavoro; stiamo procedendo con i confronti con quelle controparti con le quali intendiamo sviluppare una nuova politica per la odontoiatria nella sanità integrativa; abbiamo richiesto a Fondazione ENPAM, che si dimostra sempre positivamente pronta ad agire, ulteriori interventi di welfare a favore degli Odontoiatri, specialmente per i più giovani fra noi; continuiamo a rappresentare ad Agenzia delle Entrate e SOSE le oggettive necessità e caratteristiche della nostra professione nel tavolo di confronto che prende in considerazione i primi risultati ottenuti con le dichiarazioni 2018 per l’ulteriore sviluppo dello strumento ISA,  in una relazione nella quale tuttavia la sensazione è


quella di una predeterminata volontà negativa della amministrazione di fronte alle effettive realtà delle categorie e nonostante gli ISA siano stati presentati come uno strumento di dialogo fra Agenzia delle entrate e contribuente; abbiamo sottoscritto un’intesa con Federconsumatori per sostenere la scelta consapevole del proprio dentista curante e la protezione del cittadino contro la deriva commerciale della nostra professione; abbiamo avuto i primi riscontri della efficacia del Dentista Sentinella e contemporaneamente ottenuto riconoscimenti pubblici unanimi per tale progetto e per le tante attività che Fondazione ANDI Onlus sostiene.


Il tutto in un contesto politico nazionale e regionale fortemente contraddittorio, con un inedito governo alla guida del nostro Paese che ha imposto la ricerca di nuovi rapporti con modificati interlocutori, che dimostrano indubbio interesse e comprensione verso il nostro settore ed i bisogni odontoiatrici del cittadino pur poi rispondendo che le urgenze politiche del Paese sono ben altre e che pertanto le riforme, seppur necessarie, devono attendere. Ne prendiamo atto.


Chiudiamo questo anno corrente con numeri da primato: oltre 26.400 Odontoiatri, dei quali quasi 5.500 under 35 anni di età, sono iscritti alla nostra associazione, riconosciuta come prezioso compagno di viaggio e principale riferimento sindacale di categoria; oltre 15.000 accessi unici a Brain, il portale di ANDI; oltre 130.000 crediti ECM erogati da ANDI SERVIZI, con oltre 17.000 iscrizioni ai corsi FAD e 7.000 partecipanti ai corsi residenziali; oltre 70.000 visite effettuate e oltre 3.000.000 di “like” nel 39° Mese della Prevenzione; tante presenze televisive, radiofoniche, sui media. Numeri che testimoniano una associazione viva, forte, dialettica, che con il contributo di ogni associato e di ogni addetto ai lavori, che singolarmente ringrazio, cresce sempre di più.  


Fare parte di ANDI è importante, esserne il Presidente è un orgoglio.  


Con grande piacere, da parte mia e di tutto l’Esecutivo nazionale ANDI, invio infine ad ognuno di Voi i più cari auguri di Buon Natale e felice anno nuovo.


Carlo Ghirlanda