IL MANAGEMENT DEL PAZIENTE A RISCHIO IN ODONTOIATRIA

IL MANAGEMENT DEL PAZIENTE A RISCHIO IN ODONTOIATRIA

Una giornata di studio ad Amelia

Il giorno 30 novembre, presso la Comunità Incontro Molino Silla di Amelia (TR), ha avuto luogo il convegno “Il paziente oncologico e cardiovascolare nel setting odontoiatrico”. 

L’incontro, ideato e organizzato dalla sezione ANDI di Terni, è stato ospitato dalla Comunità Incontro di Amelia presso la sala conferenze Nunzi. 

Il primo dato molto importante che va sottolineato è la grande partecipazione di professionisti e addetti ai lavori. Partecipazione che negli anni ha visto una progressiva crescita passando dai 15 partecipanti del primo incontro di questo percorso formativo, agli ottanta di questo ultimo appuntamento di novembre. Tutto ciò a testimonianza della sensibilizzazione culturale che l’ANDI, sia a livello nazionale, sia a livello locale, sta operando rispetto ai temi legati alla salute del cavo orale e alla diagnosi precoce.

In tale ottica, uno dei concetti caratterizzanti l’approccio culturale promosso dall’incontro, è proprio quello della centralità della figura dell’odontoiatra, che, nel settore della salute del cavo orale, si offre come “sentinella” del territorio rispetto alla diagnosi precoce di malattie oncologiche, di patologie infiammatorie e di tipo autoimmune. 

Le visite regolari dal dentista infatti possono aiutare a scovare in tempo il tumore del cavo orale, una malattia oncologica che colpisce la bocca e che ogni anno nel nostro paese conta 9 mila nuovi casi, rappresentando l’8% dei tumori nell’uomo e l’1% nelle donne. L’importanza fondamentale dei dentisti nella diagnosi precoce di questa neoplasia  è stata recentemente studiata e messa in luce da un’indagine canadese condotta dai ricercatori dell’Università di Toronto. 
I ricercatori hanno esaminato circa 63 mila biopsie richieste dai dentisti tra il 2008 e il 2018 e hanno confrontato gli esiti degli esami diagnostici condotti, con i dati raccolti dal Cancer Care Ontario, il registro che fornisce i numeri relativi alle malattie oncologiche segnalate. 

Gli esperti hanno poi tirato le somme sul numero effettivo di tumori scovati precocemente dai dentisti: i risultati ottenuti mostrano come nel corso di 11 anni i dentisti abbiano diagnosticato ben 828 casi di cancro e oltre 2500 lesioni pre-cancerose
Come ricordato ed efficacemente illustrato dai relatori intervenuti al convegno, la diagnosi precoce del cancro del cavo orale rappresenta una delle migliori linee di difesa nella lotta a questa malattia: se trattato nelle fasi iniziali, il tasso di sopravvivenza a 5 anni per questo tipo di tumore si attesta intorno all’80%, scendendo invece al 30% se la malattia viene diagnosticata in uno stadio avanzato.

Altro aspetto trattato nel corso della giornata di convegno è stato quello legato all’utilizzo di protocolli di antibiotico-terapia in odontoiatria, una pratica clinica questa largamente diffusa nella gestione quotidiana dei pazienti a rischio, non sempre supportata e validata da raccomandazioni cliniche “evidence-based”. Allo scopo di razionalizzare e ottimizzare l’uso di antibiotici, prevenire le infezioni, ridurre i rischi legati a eventuali effetti collaterali e l’insorgenza di antibiotico-resistenze, minimizzando i costi, sono state presentate ed esaminate criticamente le attuali evidenze in letteratura e le più recenti linee guida a riguardo.

Altri aspetti discussi nell’incontro sono stati inoltre quelli legati all’insorgenza di nuove infezioni orali. Negli ultimi vent’anni sono infatti state evidenziate differenti manifestazioni secondarie alla mucosa orale di patologie infettive sistemiche che hanno portato a grandi cambiamenti nel management della salute orale e degli standard delle cure sanitarie necessarie a fronteggiare l’insorgenza di queste nuove patologie infettive. In particolare è stato presentata l’esperienza ormai quindicennale maturata presso l’unità di medicina orale dell’Università Federico II di Napoli per il trattamento di pazienti affetti da mucormicosi, sifilide, istoplasmosi, leishmaniosi e tubercolosi, per cui la patologia sistemica si è presentata primitivamente alla mucosa orale. Le manifestazioni orali di tali infezioni orofaringee, sia in pazienti immunocompetenti che in pazienti immunocompromessi, rappresentano un challenge clinico sia per i medici di base, sia per gli specialisti infettivologi che per gli odontoiatri, in quanto i segni e i sintomi possono essere molto sfumati o comuni ad altre patologie infiammatorie della mucosa orale, e quindi non sempre chiari per stabilire un’accurata diagnosi precoce o un adeguato trattamento. L’efficacia del controllo delle infezioni e la gestione dei sintomi orali sono dunque fattori importanti nel management clinico di queste malattie e possono essere raggiunti con l’utilizzo di trattamenti mirati sistemici e il mantenimento di una buona salute orale.

Volendo tracciare un bilancio della giornata di studio, la soddisfazione è grande sia per l’alto livello di preparazione dei relatori, sia per l’interesse che le tematiche dibattute hanno suscitato in tutti i partecipanti. Le patologie della bocca, associate in diversi casi a una scarsa igiene orale, a un’alimentazione non corretta, a stili di vita non salutari e in associazione eventualmente con malattie cronico-degenerative, immunitarie e infettive, possono influire negativamente sulla qualità di vita degli individui. È importante, pertanto, assumere l’impegno di promuovere, anche e soprattutto nelle nostre comunità territoriali, programmi di studio, prevenzione e cura delle patologie più diffuse del cavo orale. Inoltre, poiché diversi fattori di rischio per le malattie del cavo orale (batteri, dieta non adeguata, fumo, abitudini di vita scorrette) sono comuni ad altre malattie cronico-degenerative, qualsiasi misura di prevenzione messa in atto va considerata come misura più ampia di promozione della salute globale dell’individuo e, in tal senso, l’impegno dei professionisti nel promuovere giornate di aggiornamento e formazione costante rispetto agli sviluppi clinici più recenti, può sostenere e avvicinare in maniera efficace il raggiungimento di tale obiettivo.