Incoraggianti test preliminari collutorio contro SARS-CoV-2

Incoraggianti test preliminari collutorio contro SARS-CoV-2
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Test preliminari di laboratorio, condotti da Unilever in laboratori indipendenti negli USA ed esaminati da autorevoli esperti internazionali, hanno confermato che un collutorio dotato di tecnologia a base di Cetilpiridinio Cloruro (CPC), riduce del 99.9% la carica virale del SARS-CoV-2, il virus che causa la sindrome COVID-19, dopo 30 secondi di contatto

I risultati ottenuti dalle ricerche Unilever hanno riscosso l’interesse di ANDI- Associazione Nazionale Dentisti Italiani, maggiore realtà associativa dei dentisti italiani e partner di Mentadent, brand del gruppo Unilever, da 40 anni impegnato nel campo della prevenzione dentale. ANDI considera il collutorio con tecnologia CPC un importante elemento di sicurezza e protezione a casa e negli studi dentistici, sia per il cittadino che per il professionista della salute orale nell’attuale scenario epidemiologico; una convinzione coerente con le indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la fase 2 della pandemia che ANDI stessa ha contribuito a redigere e che sono state recepite dal Ministero della Salute.

Per contribuire all’approfondimento e alla comunicazione dei risultati preliminari ottenuti da Unilever in un’ottica di sicurezza e precauzione per cittadini e professionisti della salute orale, ANDI è parte del gruppo multidisciplinare di esperti medico-scientifici costituito da Unilever Italia e che comprende tra gli altri: Lorenzo Breschi (Professore Ordinario di Odontoiatria Restaurativa presso l’Università di Bologna e Past-President dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa), Carlo Ghirlanda (Presidente nazionale di ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani), Luca Levrini (Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortodonzia e presidente vicario del Corso di Laurea in Igiene Dentale presso l’Università degli Studi dell’Insubria).

“I risultati preliminari che la nostra azienda ha ottenuto non riguardano una cura o un modo provato di prevenire la trasmissione del SARS-CoV-2, ma sono comunque molto promettenti e aprono orizzonti interessanti per ulteriori ricerche ha affermato Fulvio Guarneri, Presidente e Amministratore Delegato di Unilever Italia  Il piano globale Unilever Sustainable Living plan che guida le nostre azioni ha tra i propri obiettivi principali quello di aiutare i cittadini a migliorare le proprie condizioni di salute e il proprio benessere e le ricerche da noi svolte in relazione a igiene orale e SARS-CoV-2 vanno proprio in questa direzione. Riteniamo che la tecnologia CPC possa offrire un contributo molto importante per migliorare in modo semplice ed immediato la sicurezza ed il grado di protezione di cittadini e professionisti della salute orale”. 

“Nella comune volontà di perseguire iniziative utili alla prevenzione delle malattie del cavo orale e di supporto al benessere della persona, ANDI e Mentadent confermano nuovamente il valore della loro alleanza, presentando i risultati di innovativi studi e  ricerche sperimentali che dimostrano sia l’elevato potere di efficacia del CPC nella riduzione della carica virale del SarsCov2 nel cavo orale sia l’efficacia delle precauzioni in atto nello studio dentistico per garantire che le prestazioni di terapia e prevenzione siano svolte in un ambiente sicuro sia per il paziente che per tutti gli operatori” – ha affermato Carlo Ghirlanda, Presidente nazionale di ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani – “Insieme ANDI e Mentadent confermano la loro grande attenzione per la prevenzione e la sicurezza: una partnership che conferma e rilancia anno dopo anno la sua importanza per il nostro Paese, e per tutti i professionisti e gli addetti del settore odontoiatrico”. 

Intervista a Luca Levrini, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortodonzia e presidente vicario del Corso di Laurea in Igiene Dentale presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Come può un collutorio diventare uno strumento di contrasto al Coronavirus? 

I coronavirus, incluso il SARS-CoV-2, sono virus con involucro a doppio strato lipidico in grado di essere distrutto anche da collutori orali contenenti CPC (cetilpiridinio cloruro), etanolo, oli essenziali, perossido di idrogeno, iodio povidone o clorexidina, anche in formulazione spray. Lontani dalle garanzie della medicina delle evidenze, le prime ricerche iniziano però a confermare tale teoria aprendo scenari veramente interessanti anche per l’odontoiatria. Il cavo orale è, infatti, luogo anatomicamente strategico per la trasmissione del COVID-19, da esso originano aerosol e goccioline di saliva infetta, in particolare tramite tosse e starnuti. La carica virale SARS-CoV-2 è costantemente elevata nella saliva, ed è leggermente più alta di quella dell’orofaringe durante la fase iniziale della malattia; tale considerazione suggerisce dunque che SARS-CoV-2 potrebbe essere secreto dalle ghiandole salivari. 

Tutto questo ha portato a cautela ma anche a nuovi protocolli negli studi dentistici?

Certamente, il rischio di trasmissione da aerosol di saliva infetta durante le procedure odontoiatriche è stato di particolare preoccupazione, e sono state numerose le indicazioni per scongiurare la trasmissione del virus del COVID-19 in ambito odontoiatrico. Tra le strategie giustamente proposte anche quella di utilizzare dei collutori prima degli interventi odontoiatrici. In particolare, il nostro Ministero della Salute suggerisce, prima di iniziare le procedure odontoiatriche, di fare eseguire due sciacqui al paziente: un primo sciacquo con una soluzione all’1% di perossido di idrogeno o con iodio povidone 0,2% per 30 sec o con CPC allo 0,05-0,1% per un minuto, ed un secondo sciacquo con clorexidina 0.2-0.3% per 1 minuto.

Quali sono i vantaggi per chi lo utilizza un collutorio che agisce anche contro il Coronavirus, rispetto a un collutorio tradizionale?  

Oltre al vantaggio di depotenziare il virus, si prevengono contemporaneamente carie e malattia parodontale. Tale considerazione determina quindi un valore aggiunto a quanto fatto per l’igiene orale quotidiana domiciliare; questa è infatti una azione doverosa per la salute, che non deve essere modificata, non deve essere aggiunta alle buone prassi e che deve compiersi fino a 3 volte al giorno. Risulta quindi deduttivo che è meglio a questo punto utilizzare collutori che, alla azione preventiva nei confronti di carie e malattie parodontali, aggiungano anche quelle nei confronti del Covid-19 o altri virus. 

Che orizzonti si aprono al riguardo sul tema della prevenzione per la popolazione?

Importanti e legati in modo particolare alle strategie di comunicazione, di cui la prevenzione rappresenta uno strumento fondamentale. Sarà necessario bilanciare le primissime evidenze scientifiche con l’importanza del tema, che desidera portare all’attenzione scientifica e pubblica il ruolo che possono avere i collutori orali nel prevenire le malattie infettive e che trovano nel cavo orale un sito di genesi rilevante. Sarà necessario informare la popolazione con estrema cautela e prudenza sulla importanza di utilizzare i collutori per contrastare la diffusione del COVID-19, per esempio contenti CPC. Per quanto la ricerca inizi a dimostrare la sua efficacia, i collutori orali con CPC non sostituiscono in alcun modo l’utilizzo delle mascherine di protezione oro nasale, del lavaggio delle mani e del distanziamento sociale, piuttosto possono concretamente aiutare a contrastare la diffusione del virus SARS-CoV-2 in modo sinergico ad esse. Ovviamente massima cautela nel non avere l’ambizione di sostituirsi ai tradizionali processi di prevenzione, piuttosto di integrarsi ad essi. In questo caso il collutorio è idealmente come il gel per le mani, utilizzato per la bocca; uno strumento che insieme e congiuntamente ad altri diventa fondamentale per contrastare il virus.

Quindi i collutori possono annullare la carica virale del COVID in bocca?

Non del tutto, ci deve esse moltissima cautela. Se è pur vero che i collutori inattivano in bocca il virus, non significa che lo inattivano anche dove si annida altrove, in particolare gola e tratto respiratorio; il fatto di inattivarlo in bocca significa depotenziarlo in una zona anatomicamente strategica per la sua diffusione. Razionalmente, la riduzione del Covid-9 nel cavo orale dopo l’utilizzo del collutorio è momentanea perché nuova saliva viene prodotta con il virus, anche se i primi studi dimostrano come ci sia una sua inattivazione durevole fino a 6 ore.

Ed il mondo della medicina?

Sarà necessario sensibilizzare anche il mondo della medicina e della salute a conoscere ed approfondire il ruolo che possono avere i collutori orali nel diffondere il COVID-19, ma anche future pandemie virali. Il cavo orale è luogo strategico per il diffondersi di malattie infettive, il fatto di associare prodotti per l’igiene orale che nel contempo siano attivi anche nel depotenziare agenti patogeni responsabili di malattie pandemiche è considerazione da approfondire e valorizzare in ambito scientifico e di politica sanitaria. Il mondo dell’odontoiatria ha dunque una occasione unica per integrarsi al mondo della medicina. 

Nello specifico il CPC è dunque una molecola che agisce contro il Coronavirus?

I primi studi evidenziano che non tutti i principi attivi contenuti nei collutori orali hanno analoga azione virucida nei confronti del virus SARS-CoV-2, e che sono necessari ulteriori ricerche per conclusioni definitive e certe secondo la medicina delle evidenze. In particolare, il cetilpiridinio cloruro (CPC) è un tensioattivo utilizzato negli ospedali, noto per essere efficace contro alcuni virus, mirando a distruggere l’involucro lipidico affinché il virus non possa legarsi alle cellule umane. Relativamente alle proprietà virucida del CPC nei confronti dei virus MERS-CoV e SARS-CoV-2, tuttavia molti di essi già dimostrano efficacia nel ridurre la loro presenza e depotenziarne l’attività nel cavo orale ance fino a 6 ore. Sono invece comprovati i benefici orali del CPC nel prevenire carie e malattia parodontale, unitamente a quelli di fluoro ed olii essenziali.

Quali sono le conclusioni che si potrebbero portare?

L’utilizzo dei collutori, per esempio contenenti CPC, si potrebbe dunque aggiungere come ulteriore procedura per ridurre la possibilità di trasmissione del virus SARS-CoV-2 in aggiunta, e non in modo sostitutivo, al lavare le mani, mantenere la distanza interpersonale ed utilizzare le mascherine di protezione oro nasali. La riduzione della carica virale nel cavo può essere un importante approccio di salute pubblica per ridurre la trasmissione del Covid-19, in particolare se come effetto dell’utilizzo quotidiano di collutori per la salute orale comunque da utilizzarsi per la prevenzione di carie e malattia parodontale.