La Provincia Autonoma di Bolzano verso il completamento della campagna vaccinale

La Provincia Autonoma di Bolzano verso il completamento della campagna vaccinale
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Nonostante i rallentamenti nella distribuzione delle dosi, la Provincia altoatesina si sta avviando verso la conclusione delle somministrazioni vaccinali, sia per gli Odontoiatri, che per il personale di studio, come conferma il Presidente del Dipartimento ANDI Bolzano, Alberto Serafini.

Come commenterebbe, Dott. Serafini, lo scenario dei vaccini nella vostra Regione per il settore odontoiatrico?

In Alto Adige siamo stati molto accorti come azione sindacale ANDI e siamo stati subito ascoltati dalla autorità competenti, infatti la vaccinazione è ormai in una fase molto avanzata: personalmente, domenica 7 febbraio ho fatto la seconda dose di vaccino e, come me, circa l’80% dei colleghi di tutta la provincia e questo è stato determinato da un’azione serrata che abbiamo condotto già da settembre 2020.

Io personalmente avevo scritto una lettera alle autorità, nella quale chiedevo di testare tutta la categoria e, successivamente, una cospicua parte di colleghi si era prestata anche al test di massa che si è svolto a novembre, nell’arco di tre giorni.

Un fattore che ha ulteriormente giocato a favore quando è stato il momento di decidere con chi cominciare la somministrazione dei vaccini. Oggi noi, probabilmente, siamo tra i pochi colleghi in Italia che sono già stati vaccinati, sia con la prima, che con la seconda dose e preciso che anche tutto il personale sanitario degli studi ha ricevuto la vaccinazione in fase prioritaria, compreso il personale amministrativo degli studi, eccetto per chi, volontariamente, non ha voluto aderire. Da questo punto di vista, stiamo cercando di capire come muoverci per avere un documento da far firmare al personale che ha rifiutato la vaccinazione, che possa rappresentare una manleva in caso di contagio.

Un suo commento sulle misure di sicurezza e sui protocolli all’interno degli studi odontoiatrici. Come Odontoiatra privato cosa proporrebbe? Quali modifiche attuerebbe?

Secondo la mia esperienza personale, ritengo i protocolli perfetti. Lavoriamo in grande sicurezza e con una sensazione di tranquillità anche da parte dei pazienti. Il modus operandi è sicuramente inconsueto ma è ormai attuabile senza grosse difficoltà, anche grazie al miglior reperimento dei dispositivi DPI. Io non ho alcuna notizia di persone che si siano ammalate dentro gli studi e questa è anche una conferma del fatto che abbiamo sempre lavorato nella massima sicurezza. Io mi sento più sicuro dentro l’ambulatorio che non per strada.

Purtroppo, per quanto concerne il numero dei contagi totali, qui è attualmente piuttosto alto, infatti è appena stato decretato un nuovo lockdown, proprio da oggi, lunedì 8 febbraio e devo sottolineare che il problema è dovuto ad un atteggiamento lassista verso le misure di prevenzione, non tanto nelle città più grandi come Bolzano o Merano, quanto nelle piccole valli, dove si tende a sottostimare il rischio COVID.

Chiaramente, questo non ha nulla a che vedere con gli studi odontoiatrici, che sono luoghi di massima sicurezza.

In che modo la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto sulla capacità di fornire assistenza?

Eccetto il primo periodo di lockdown, nel quale siamo stati fermi con l’attività ordinaria e abbiamo dato assistenza solo ai casi urgenti e indifferibili, da maggio in poi abbiamo ripreso a lavorare normalmente ed i pazienti ci hanno seguito, anche se non tutti, in quanto le problematiche sono oggi essenzialmente di tipo economico.

Per quanto riguarda l’assistenza odontoiatrica noi facciamo il nostro lavoro esattamente come prima. Sicuramente è fisiologica una dilazione dei tempi lavorativi, perché c’è bisogno di più tempo per attuare tutte le procedure che ci mettono in sicurezza, ma ormai queste sono diventate molto veloci e riusciamo a lavorare in tranquillità.