Le motivazioni della sentenza dell'Autorità Garante della Concorrenza nei confronti di Dentix. Ora servono le nuove regole

Le motivazioni della sentenza dell'Autorità Garante della Concorrenza nei confronti di Dentix. Ora servono le nuove regole
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Sono state rese pubbliche dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) le motivazioni della sentenza che ha condannato la catena di odontoiatria commerciale Dentix alla maximulta da un milione di euro (Vedi QUI)

La sanzione è stata comminata ai sensi dell’articolo 19, comma 2, del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazioni del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie (di seguito, Regolamento) adottato dall’Autorità con delibera n. 25411 del 1° aprile 2015.

Questo importante atto certifica, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’urgente necessità di introdurre regole certe nello svolgimento dell’attività odontoiatrica in forma societaria ed impedire il ripetersi di situazioni che colpiscono i cittadini, ma anche i professionisti e i lavoratori coinvolti.

Una occasione significativa è rappresentata dagli emendamenti Lorefice e Fazzolari, che stanno per essere votati in Senato nel contesto della Legge di delegazione europea 2019-2020 e che rappresenterebbero un passo importante e, soprattutto, di definitiva presa in carico della questione da parte della politica e nella giusta direzione a tutela del cittadino..

L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, come più volte sottolineato, auspica che l’Aula approvi la norma che consentirebbe l’esercizio dell’attività odontoiatrica in forma societaria esclusivamente attraverso le Società Tra Professionisti (STP), garantendo così che lo svolgimento delle attività odontoiatriche in forma societaria sia certamente consentito, ma sotto la vigilanza dell’Ordine di riferimento ed il corretto equilibrio fra le quote societarie di proprietà del capitale e quelle dei professionisti, che solamente in tal modo manterrebbero prive di ogni condizionamento le proprie autonomie di diagnosi e cura nei confronti del paziente.