Servono riforme per il settore odontoiatrico su laurea specialistica e libera scelta del curante. Le interviste a Rossana Boldi e Laura Cavandoli

Servono riforme per il settore odontoiatrico su laurea specialistica e libera scelta del curante. Le interviste a Rossana Boldi e Laura Cavandoli
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Con l’avvio della XIX Legislatura tornano di interesse gli argomenti rimasti irrisolti nel precedente Governo.

Tra i provvedimenti che non sono giunti a compimento nella scorsa legislatura si evidenzia quello relativo all’accesso ai concorsi pubblici per dirigente Medico Odontoiatra e alle funzioni di specialista ambulatoriale per i laureati in Odontoiatria, mentre il secondo problema riguarda quanto la possibilità per l’assicurato di rivolgersi al proprio curante di fiducia, ottenendo comunque il normale rimborso da parte dell’assicurazione.

Rossana Boldi, Odontoiatra ed ex Vicepresidente della Commissione affari sociali, è stata tra i parlamentari più attivi nel sostegno delle istanze condivise dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani e nella sua analisi traccia un quadro della situazione attuale.

Già nella precedente legislatura, lo stesso Governo era favorevole a risolvere i temi della laurea specialistica e della libera scelta del Medico, inserendoli nell’Art. 14-bis del DDL Concorrenza, purtroppo spariti dal testo finale, senza che nemmeno i successivi emendamenti presentati fossero stati accolti, se non alcuni Ordini del Giorno, come raccomandazione, ma senza arrivare ad una conclusione.

Entrambe queste proposte sono state ripresentate nella nuova legislatura, appena insediata, con due progetti di legge a prima firma dell’On. Laura Cavandoli, che ringrazio per aver voluto riprendere questi importanti temi, con l’assenso del gruppo Lega alla Camera dei Deputati.

Riguardo alla valenza della laurea in Odontoiatria quale titolo specialistico, ritengo incredibile che se ne debba ancora discutere, in quanto, andando a rileggere l’iter completo, partendo da quando l’Unione Europea ha dettato determinate regole, risulta evidente che quella in Odontoiatria sia già, di per sé, una laurea specialistica e che, dunque, la norma introdotta nel ’97, poi ripresa dal Decreto Balduzzi, sia del tutto anacronistica e vada assolutamente corretta. Va poi ricordato che con i pensionamenti dei medici ambulatoriali si rischia di non avere sufficiente personale per fornire le prestazioni ai pazienti che si rivolgono al servizio pubblico. Questo in un contesto dove il SSN già eroga normalmente un numero di prestazioni residuale.

Il mio auspicio è che questi due argomenti tornino ad essere prontamente discussi, con l’ulteriore speranza che possa finalmente ripartire la stagione nella quale i provvedimenti avviati dal Parlamento possano compiere il proprio iter e arrivare a conclusione, mi auguro che la stagione dei Decreti-legge infiniti, inemendabili, dove non c’era possibilità da parte del Parlamento di agire sia conclusa.

È una grande ingiustizia – conferma l’On. Laura Cavandoli ad ANDIOGGI – la richiesta di una ulteriore “specializzazione”, per gli Odontoiatri che vogliono accedere ai concorsi del Servizio Sanitario Nazionale, specialmente in un momento come l’attuale in cui il turnover legato ai pensionamenti ha aumentato la richiesta di Odontoiatri. Una ingiustizia che lede il principio stesso di uguaglianza.

Con l’avvenuto insediamento delle Commissioni – prosegue l’On. Cavandoli – questa proposta sarà indirizzata alla XII Commissione, Affari Sociali, dalla quale auspichiamo possa poi proseguire il suo iter e raggiungere l’aula per il passaggio definitivo.

Se la proposta relativa alla laurea specialistica risulta tecnicamente semplice, trattandosi, di fatto, di togliere il requisito attuale legato alla specializzazione per poter accedere ai bandi del SSN, quella relativa alla libera scelta del Medico curante richiede la modifica di una norma che fa parte del Codice delle Assicurazioni private necessitando, con ogni probabilità, dell’estensione della competenza in congiunta alla VI Commissione Finanze.

Ovviamente – conclude Laura Cavandoli -, incontreremo sicuramente qualche resistenza da parte delle assicurazioni, per le quali la prassi della convenzione con i professionisti sanitari rappresenta un indubbio vantaggio.

Sosterremo ogni possibile apertura verso i diritti del paziente, forti della importante base rappresentata dall’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.