Una comunicazione interattiva all’interno degli studi odontoiatrici potrebbe aiutare nella prevenzione

Una comunicazione interattiva all’interno degli studi odontoiatrici potrebbe aiutare nella prevenzione
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Rallentamenti nelle cure odontoiatriche tra le conseguenze della pandemia. L’analisi della situazione nel territorio della provincia sarda da parte del Presidente di ANDI Nuoro, Davide Montisci.

“Soprattutto nelle ultime settimane sul fronte delle cure c’è stato un evidente rallentamento in quanto molti pazienti hanno preferito rimandare i propri appuntamenti presso gli studi. Dal riscontro che abbiamo avuto sul territorio, l’anno scorso a maggio, subito dopo la riapertura, ci fu una grande richiesta di prestazioni, in parte anche perché molti pazienti dovevano recuperare le urgenze che non erano state curate. Nei mesi fino a settembre dell’anno scorso, quindi, c’è stata un’accelerata delle cure che si è stabilizzata verso lo scorso Natale. Al momento, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, si sta nuovamente manifestando la necessità di stare dietro alle cure dentali ed alla prevenzione”.

Ritengo che la campagna del Mese della Prevenzione sia impostata bene, ma forse dovrebbe essere divulgata meglio sul territorio e questo è il compito che forse dovremmo avere noi Odontoiatri. La nostra sezione non è molto grande ed anche l’idea di fare delle pubblicità mirate sui media locali ha purtroppo dei costi impossibili da sostenere, quindi probabilmente una sensibilizzazione fatta da ANDI nazionale, anche con materiale audio-visivo già pronto, oltre a quello che viene già utilizzato, potrebbe aiutare. A mio avviso, il miglioramento nell’ambito della prevenzione potrebbe avvenire anche con una comunicazione interattiva nelle nostre sale d’attesa, appunto con questi contenuti.

Anche lo sviluppo della comunicazione social è sicuramente positivo e per questo ritengo sia molto utile la campagna Facebook Professional avviata da ANDI. Spesso abbiamo delle richieste anche bizzarre da parte di alcuni pazienti, dovute al fatto che hanno visto in rete contenuti errati, pubblicati da chi ha voluto trasformare la nostra professione sanitaria in qualcosa di troppo commerciale. Una cosa è effettuare una terapia e percepire un compenso, altra cosa è voler veicolando informazioni false o non corrette a proprio vantaggio e ciò va contrastato con forza”.