È necessario migliorare l’approccio culturale rispetto alla prevenzione della salute orale

È necessario migliorare l’approccio culturale rispetto alla prevenzione della salute orale
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Il Dott. Maurizio Ciaramelletti, Presidente di ANDI Rieti, illustra lo scenario attuale rispetto alla prevenzione della salute orale nel suo territorio, evidenziando come ci sia ancora un approccio culturale limitato verso le cure odontoiatriche, che spesso vengono effettuate solamente in caso di necessità.

Credo che oggi tendenzialmente si vada di più dal dentista rispetto a decenni fa, ma manca ancora un approccio culturale rispetto alla prevenzione della salute orale. Ci sono pazienti che vengono regolarmente in studio per effettuare le visite di controllo e seguono un protocollo di mantenimento costante, mentre altri arrivano solamente in caso di necessità, anche con patologie in stato avanzato.
È necessario far capire l’importanza della prevenzione odontoiatrica ai bambini, abituarli ad andare regolarmente dal dentista, oltre che lavare i denti, facendoli diventare futuri pazienti correttamente istruiti e formati. Resta fondamentale intervenire nelle scuole, con azioni mirate e organizzate in base a una strategia che parta innanzitutto da ANDI nazionale.

Secondo me, ai fini della prevenzione una leva molto importante sarebbe quella di collegare la copertura della polizza sanitaria a regolari controlli presso la struttura odontoiatrica: ad esempio, un paziente che ogni sei mesi va regolarmente dal dentista, ha diritto alla copertura assicurativa, ossia come se fosse l’istituzione di un diritto – dovere, con il rispetto da parte dei pazienti di alcuni protocolli, per avere cure sempre garantite”.

Rispetto al Mese della Prevenzione possiamo ancora migliorare il riscontro dei cittadini perché, purtroppo, nel nostro paese c’è ancora una cultura poco vicina alla prevenzione e si va dal dentista solo quando nasce la necessità.

Per comunicare con i pazienti, personalmente utilizzo il social in modo professionale già da tempo ma non può essere l’unica strada, perché i social raggiungono solo alcune fasce della popolazione. Certamente va incentivata, evidenziando, anche attraverso ANDI nazionale, il valore aggiunto dei dentisti soci come garanzia e serietà.”